Trump mischia le carte in tavola sullo scacchiere internazionale

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La dichiarazione del Presidente americano Trump ha buttato tutti giù nello sconforto. La scorsa settimana ha avuto a cena tutti i capi militari del suo formidabile esercito. Ne ha esaltato le doti davanti ai giornalisti accreditati alla Casa Bianca. “loro sono i migliori militari del mondo”. Poi ha proseguito “questa è la quiete prima della tempesta”. Frase che ha lasciato tutti sorpresi, compresi gli addetti stampa del governo. La Casa Bianca ha subito smentito sul fatto che il presidente volesse anticipare qualcosa che avverrà nel breve tempo. Tuttavia, sempre Trump, ha dato mandato ai suoi fedelissimi di studiare la questione iraniana, considerata pericolosa per la sicurezza nazionale. In particolare Trump accusa l’Iran di aver disatteso gli accordi sul nucleare (per il quale, tra l’altro si dovrà pronunciare il prossimo 12 ottobre), di aver recentemente lanciato un missile balistico a lunga gittata e poche ore fa avrebbe deciso di inserire, i famosi guardiani della rivoluzione della repubblica islamica, nella lista dei gruppi terroristici. Insomma la tensione contro l’Iran sale sempre di più di ora in ora. Sicuramente le ragioni sono da ricercare altrove. Il recente avvicinamento iraniano alla Russia e soprattutto al Qatar. La questione siriana e l’aiuto dato al Qatar non è stato molto gradito dall’Arabia Saudita in “primis” e dai paesi del golfo che da giugno scorso stanno boicottando Doha, accusandola di appoggiare i terroristi jiadhisti. Insomma Trump vuole mischiare le carte in tavola per lanciare, sempre con la tecnica della “retorica”, moniti alle nazioni che iniziano a prendere derive pericolose per gli affari e l’influenza americana nelle aree di interesse. Avere un paese come il Qatar che si affaccia sul Golfo Persico, filo russo-iraniano, non è un bel vedere agli occhi del partner saudita che ha iniziato a versare nelle casse Usa centinaia di migliaia di dollari in commesse militari.

Le reazioni del leader mondiali non si sono fatte attendere, specialmente della Germania. Il ministro degli Esteri tedesco ha detto di aspettarsi che Donald Trump “denunci” l’accordo sul nucleare iraniano e ha criticato la visione delle relazioni internazionali sul presidente americano, dove domina la “legge del più forte”. “Gli Stati Uniti vogliono probabilmente denunciare la prossima settimana l’accordo con l’Iran”, ha dichiarato Sigmar Gabriel, il cui Paese è uno degli stati firmatari del compromesso con i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e Teheran. Ha tuttavia assicurato che il governo tedesco continuerà a lavorare affinchè l’accordo, che mira a impedire che l’Iran si doti dell’arma nucleare, sia applicato. Il ministro ha affermato che la politica del capo dello stato americano rappresenta “un pericolo”, visto che considera “il mondo come un’arena, un luogo di scontro dove domina il più forte”. Questo, ha aggiunto, significa che il primato del diritto è rimpiazzato dalla legge del più forte e questo rappresenta per noi un grande pericolo perchè se gli Stati Uniti scelgono questa via, allora il mondo cambierà”, ha aggiunto.

di Massimiliano D’Elia

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