Iperrealismo, ricordiamo Orlando Ricci, l’artista italiano le cui opere lasciavano il pubblico a “bocca aperta”

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L’iperrealismo è un genere di pittura e scultura i cui artisti si servono di tecniche fotografiche e di una meccanica riproduzione della realtà per costruire l’illusionismo delle proprie tele e delle proprie sculture. I soggetti più ricorrenti sono figure umane, scenari cittadini oppure oggetti inanimati descritti con uno stile spesso influenzato dalla pubblicità: colori aggressivi, inquadrature fortemente concentrate sul soggetto principale. Per poter riprodurre la realtà in maniera rigorosa, gli iperrealisti si servono in genere di fotografie molto ingrandite per le pitture o di calchi dal vivo per le sculture, per realizzare quanti più dettagli possibili, in una vera e propria “forma maniacale”. Il termine si applica principalmente a un movimento artistico indipendente negli Stati Uniti e in Europa ed è considerato un avanzamento del fotorealismo.

Anche l’Italia è stata influenzata da questo genere artistico negli anni ’70  e molti sono i pittori, maestri che si sono cimentati in questa tecnica che dava alle loro opere una luce nuova, autentica, iperreale, appunto. Oggi ricordiamo uno dei più importanti artisti italiani, molto conosciuto e apprezzato da rigorosi critici d’arte e da semplici appassionati d’arte. Lo hanno seguito nelle numerose mostre che ha fatto quando era in vita. I visitatori  delle mostre rimanevano letteralmente “a bocca aperta”. Molti dicevano: “non si capisce se siano fotografie, oppure dipinti su tela…“.

Orlando Ricci è deceduto il 14 luglio del 2016. Centinaia sono le sue opere custodite gelosamente con fierezza, orgoglio  e amore da Vanessa, l’adorata e amata figlia.

 

Biografia

Orlando Ricci è nato a Gavignano (Roma) il 22 gennaio 1942, ha vissuto nella Capitale, dove ha svolto la sua attività artistica. Pittore autodidatta, si è formato attraverso le opere classiche. In tale ambito la sua ricerca artistica lo ha fatto approdare alla pittura iperrealista con particolare attenzione alle nature morte, in stretta collaborazione con il Maestro Luciano Ventrone. Ha compiuto, frequenti viaggi in Provenza (Francia), in quanto profondamente innamorato di questa regione, musa ispiratrice dei suoi dipinti. Ha effettuato in Italia e all’estero diverse mostre personali, riscuotendo un considerevole successo di critica e pubblico. Le più recenti: ha esposto al Vittoriano di Roma, a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma e presso il Ministero della Difesa – Giardini di Palazzo Barberini.

L’ultima critica fatta, in occasione della mostra al Vittoriano di Roma:

Osservando le opere di Orlando Ricci si è tentati di toccare la tela, perchè avvicinarsi al quadro e poi allontanarsene non basta per svelare il “trucco” del suo iperrealismo. Impossibile non pensare alla celebre Canestra di frutta del Merisi, uno dei più illustri esempi di un genere pittorico che consiste, sì, nel ritrarre ciò che è inanimato, ma che racconta di un’attenzione al dettaglio e alla vita che quasi ossessivamente si tenta di riprodurre. Ricci ci riesce, come dimostrano alcune delle tele esposte in questa mostra al Complesso del Vittoriano.
”Still Life” vuol dire “ancora in vita”, ed è probabilmente questo l’intento dell’artista: fermare l’esplosione della vita nel suo clou. Nell’istante successivo inizierà probabilmente una decadenza, che lo spettatore può immaginare come crede, ma quello che resta è il trionfo della natura nei suoi colori, odori, forme, varietà, capacità di rinnovarsi e rinascere sempre. Il legame di Ricci con quella natura e ciò che sostanzia la mostra che la Sala Centrale dell’Ala Brasini del Vittoriano ha il piacere di ospitare, e che dimostra la capacita dell’artista artigiano di restituire una realtà più vera del vero.

Alessandro Nicosia – Direttore degli spazi espositivi del Complesso del Vittoriano

di Emanuela Ricci

Iperrealismo, ricordiamo Orlando Ricci, l’artista italiano le cui opere lasciavano il pubblico a “bocca aperta”

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