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L’Iran dà la caccia agli “infiltrati israeliani” dopo l’esplosione avvenuta domenica scorsa, in una delle più grandi centrali nucleari del paese. Le spie dello stato ebraico sono accusate di aver fatto saltare in aria i sistemi elettrici, essenziali per il funzionamento della centrale. Anche se le autorità iraniane minimizzano sull’accaduto si tratta del terzo grande “attacco interno” subito in meno di un anno. Il guasto elettrico presso l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz è stato causato da un’esplosione in un generatore sotterraneo. Il guasto, un giorno dopo l’inizio dei test su una nuova linea di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, è stato inizialmente attribuito ad un attacco informatico da parte di un sospettato già identificato. Gli iraniani, al riguardo, evidenziano che anche la stampa israeliana in questi giorni parla di figure di intelligence, quali responsabili dell’attacco. In tal caso, sarebbe la seconda volta in un anno che la struttura di Natanz viene attaccata, probabilmente con un aiuto che proviene dall’interno. Un’esplosione in un magazzino che stava sviluppando centrifughe ha causato a luglio scorso un grande incendio. A novembre, un’unità del Mossad ha ucciso il generale di brigata Mohsen Fakhrizadeh, capo della parte militare del programma nucleare.

Le talpe interne. Gli iraniani sostengono che per compiere tali attacchi sicuramente c’è una talpa, qualcuno che li aiuta dall’interno. Mohsen Rezaie, ex capo della Guardia rivoluzionaria e ora capo dell’organo consultivo del leader supremo ha detto che l’ultimo incidente dimostra quanto il Paese ha bisogno di migliorare la sua sicurezza interna. Il regime ha tuttavia promesso vendetta. Mohammad Javad Zarif, il ministro degli Esteri, ha definito l’attacco un tentativo da parte di Israele di minare i colloqui indiretti in corso con gli Stati Uniti per ripristinare l’accordo nucleare del 2015: “I sionisti vogliono vendicarsi a causa dei nostri progressi sulla via dell’abolizione delle sanzioni”, ha affermato Zarif dai media statali. “Hanno pubblicamente detto che non lo permetteranno, ma ci vendicheremo contro i sionisti”.

Il programma nucleare iraniano, che secondo Israele mira a produrre un’arma atomica, è incentrato sulla creazione di materiale esplosivo arricchito di uranio. Il programma è stato ripetutamente oggetto di attacchi da parte dei servizi segreti israeliani, il Mossad. Nel 2010 il virus informatico Stuxnet mandò le centrifughe fuori controllo. L’incendio dello scorso anno a Natanz è stato uno dei numerosi incidenti misteriosi che hanno colpito siti militari e nucleari statali sensibil in Iran. L’esplosione di domenica è avvenuta mentre Lloyd Austin, il nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti, era in visita in Israele per assicurare che il sostegno degli Stati Uniti non era diminuito, qualunque fosse l’esito dei colloqui sul nucleare.

Iran a caccia delle spie israeliane

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