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I media israeliani riportano che il ministro israeliano per la protezione dell’ambiente Gila Gamliel mercoledì scorso ha affermato che una nave libica ha scaricato petrolio al largo delle coste israeliane, causando uno dei peggiori disastri ambientali del paese. Secondo il ministro dietro l’incidente ci sarebbe la mano dell’Iran.

La storia della nave in questione è molto contorta come del resto di tutti i natanti dell’industria del mare. E’ molto difficile risalire alla reale proprietà delle imbarcazioni perchè molto spesso intervengono società di comodo con navi registrate in un luogo, battenti bandiera di un luogo diverso, di proprietà di una terza parte e capitanate da persone di una quarta nazione.

Questi artifizi sono molto utilizzati nel mare dall’Iran per raggirare le sanzioni internazionali.

Israele, tornando alla vicenda, afferma che la nave in questione è la petroliera Emerald di proprietà libica.

Il ministro per la protezione dell’ambiente Gila Gamliel ha detto che una nave cisterna che trasportava illegalmente petrolio iraniano in Siria ha deliberatamente scaricato il suo carico al largo delle coste israeliane. La nave batteva bandiera panamense. L’Iran secondo Israele sta compiendo azioni di terrorismo non solo cercando di proseguire nel suo programma nucleare e cercando di stabilire una base vicino ai confini ma anche compiendo, come in questo caso, attacchi di ecoterrorismo.

La nostra battaglia a favore della natura e degli animali deve essere transfontaliera“, ha detto il ministro. “Insieme, consegneremo alla giustizia i responsabili del terrorismo ambientale, coloro che hanno commesso questo crimine contro l’umanità. Continueremo a bonificare le spiagge danneggiate e salvare gli animali. Insieme, vinceremo e rimuoveremo l’inquinamento dalle coste del nostro paese “.

La nave stava presumibilmente andando dall’Iran alla Siria contrabbandando petrolio greggio, afferma Israele. Le navi che tentavano di raggiungere la Siria dall’Iran in passato sono state sempre bloccate. La petroliera ha spento il suo sistema di identificazione automatica, una specie di transponder. Una pratica comune utilizzata dalle navi che conducono affari illeciti. Secondo i rapporti, la Emerald è arrivata a decine di chilometri dalle coste di Israele, all’interno della zona economica esclusiva. Ha versato il petrolio l’1 e il 2 febbraio prima di proseguire per la Siria. Ci sono volute due settimane perché l’olio di catrame raggiungesse le coste di Israele.

Al netto delle accuse di Israele la capacità di una nave di scaricare intenzionalmente petrolio in modo che, due settimane dopo, danneggi la costa di un paese appare molto complessa. Ciò richiederebbe lo studio delle correnti al largo della costa e la conoscenza di dove è necessario scaricare il carico e a che ora finire in un determinato luogo.

Perchè solo ora a distanza di un mese Isreale porta allo scoperto una vicenda che ritiene un attacco terroristico ambientale?

La possibilità che l’Iran rischi di danneggiare la costa di Gaza o i suoi amici di Hezbollah in Libano che condividono tutti una linea di costa con Israele sembrerebbe essere un grave rischio per Teheran.

Tuttavia, incidenti recenti come l’attacco informatico iraniano contro Israele lo scorso anno e altri mini attacchi di vario genere, potrebbero significare che la Repubblica islamica sta utilizzando tutti i mezzi di attacco asimmetrici a sua disposizione, compreso probabilmente anche l’ambiente.

Iran scarica petrolio al largo delle coste di Israele

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