La corsa per 65 posti disponibili nel Governo Draghi

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Il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha terminato il primo giro di consultazioni, oggi e domani un secondo giro molto veloce e poi salirà al Colle per presentare la squadra dei nuovi ministri. Non si vuole lasciare alcuna iniziativa ai partiti, la squadra verrà decisa da Mario Draghi e dal Presidente Mattarella. E’ o non è il governo del Presidente?

Un posto di rilievo lo assumerà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Mario Draghi ha già le idee molto chiare, raccontano i giornali di oggi: dovrebbe trattarsi di un tecnico, un giurista o un economista di altissimo livello, tipo Daniele Franco, direttore generale della Banca d’Italia e già ragioniere generale dello Stato, o Luisa Torchia, giurista e allieva di Sabino Cassese e Massimo Severo Giannini.

Ai partiti rimangono, invece, Difesa, Sanità, Ambiente, Istruzione e ministeri economici. Per quelli economici in lizza ci sono l’attuale vicepresidente operativo della Bei, Dario Scannapieco, il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, e Marcella Panucci, che è stata direttore generale di Confindustria dal 2012 al 2020. 

Ma nella rosa per il Mise (Sviluppo economico), Mit (Infrastrutture e Trasporti) e Mef (Economia e Finanza) ci sono anche Carlo Cottarelli, Lucrezia Reichlln ed Ernesto Maria Ruffini, attuale capo dell’Agenzia delle entrate. D’intesa con il capo dello Stato il presidente incaricato potrebbe scegliere di lasciare Luciana Lamorgese al Viminale e alla Giustizia piazzare Marta Cartabia, ex presidente della Consulta. Anche alla Farnesina sarebbe destinato un tecnico, e in questo caso il nome forte resta quello di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri. 

Linda Laura Sabbadini, oggi all’lstat, sarebbe caldeggiata dal Partito Democratico per il ministero delle Pari opportunità. Un ruolo potrebbe avere Enrico Giovannini, in lizza per il Lavoro. In questo schema i posti più ambiti per i partiti sarebbero i restanti ministeri di spesa, dalla Difesa alla Sanità, dall’Ambiente all’Istruzione. Per il Pd corrono Dario Franceschini, Andrea Orlando e Lorenzo Guerini. I pentastellati propongono invece tre nomi: Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli e Stefano Buffagni. Forza Italia metterebbe sul tavolo i nomi di Antonio Tajani, Renato Brunetta, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. La Lega tiene caldi i nomi di Giancarlo Giorgetti, Riccardo Molinari e Massimo Garavaglia

Tra le ipotesi di conferma ci sono Dario Franceschini, Luigi Di Maio e Roberto Speranza. Tra i leader di partito pronti ad entrare nel governo ci sarebbe quello di Matteo Salvini, che in alternativa potrebbe cedere il posto al suo numero due Giancarlo Giorgetti.

Mario Draghi farà il possibile per portare i nuovi ministri venerdì prossimo dinanzi al Capo dello Stato per il giuramento. Dopodiché una partita molto interessante, per gli equilibri di rappresentanza dei partiti, potrebbe essere quella degli incarichi di Sottosegretario presso i vari ministeri. La norme prevedono la nomina di massimo 65 rappresentanti tra ministri, viceministri e sottosegretari.

La corsa per 65 posti disponibili nel Governo Draghi

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