Lavoro nero

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(di Marco Zacchera) L’idea di regolarizzare 600.000 immigrati clandestini (l’1% della popolazione italiana) perché “sono sfruttati e lavorano in nero” è piuttosto sorprendente e piena di incognite politiche.

Innanzitutto non si capisce bene come facciano ad essere tranquillamente in giro 600.000 persone non in regola, ma – accertata questa angosciante verità – mi chiedo perché non si debba procedere intanto e comunque ad una più semplice ma decisa azione per colpire gli sfruttatori di questa gente ripristinando la legalità ed evitando il loro vergognoso sfruttamento.

Se parte di queste persone l’anno scorso avevano già il permesso di soggiorno per lavoro stagionale sono state evidentemente COMUNQUE sfruttate e il problema no si risolve MOLTIPLICANDO I PERMESSI ma OBBLIGANDO i datori di lavoro ad osservare le regole!

Condivido la ministro Teresa Bellanova (le cui minacciate dimissioni sono durate due battiti di ciglia). ” Bisogna decidere da che parte stare: se con la legalità e la tutela del lavoro, in agricoltura e dovunque, o con i caporali, la criminalità, la concorrenza sleale che danneggia le migliaia di aziende che scelgono la competitività sana”.

Brava ministro, ma non è che il giorno dopo la loro “regolarizzazione” questa gente non lavorerebbe più in nero, e la prova è data e confermata dai milioni di cittadini italiani che comunque di fatto sfuggono al lavoro regolare e continuano imperterriti a lavorare in nero.

Ridicolo poi adesso pensare CHE A SISTEMARE I CLANDESTINI DOVREBBERO ESSERE LE STESSE AZIENDE: SE NON LO HANNO FATTO IN PASSATO NON E’ VEROSIMILE CHE SI “AUTODENUNCINO” ADESSO!

Quindi il vero problema è innanzitutto colpire l’illegalità e se questa raggiunge il suo apice nel mondo agricolo, cosa si aspetta? Forza, egregia ministro Lamorgese: mobiliti chi di dovere, compresi gli evidentemente dormienti ispettori del lavoro.

Certo che se poliziotti e carabinieri dovranno ora correre dietro alle centinaia di mafiosi che sono stati fatti uscire dal carcere nelle scorse settimane per adesso riprovare a rimetterli dentro, in un ping-pong di decisioni contraddittorie del Ministero della Giustizia, resteranno ancora meno mezzi e uomini delle forze dell’ordine per il controllo nelle campagne!

Intanto gli sbarchi sono aumentati del 400% rispetto all’anno scorso e in Libia è subito già ripartito il tam-tam del “liberi tutti”.

Lavoro nero