M5: I droni iraniani costruiti in Russia

La partnership segreta della Russia con l’Iran in materia di droni ha interessato una fabbrica russa nella zona economica speciale di Alabugadel nel Tatarstan, l’Albatross. L’azienda, nota per la produzione di aerei senza pilota per l’agricoltura, è stata convertita in industria bellica per continuare a rifornire lo sforzo bellico in Ucraina. A dare la notizia il FT.

L’Albatross avrebbe prodotto droni per il ministero della Difesa, consegnandone circa 50 per le operazioni nell’Ucraina orientale. La fabbrica fa parte di una più ampia partnership tecnologica in continua espansione tra Mosca e Teheran per creare una capacità autonoma di costruzione di droni a livello nazionale a sostegno della guerra in Ucraina.

Negli ultimi mesi l’attività dell’impianto è aumentata a tal punto da lanciare a livello nazionale una campagna di reclutamento per ingegneri specializzati nel settore UAV e di persone che parlino correntemente il farsi per tradurre “documenti tecnici” iranani.

In un recente video pubblicato il mese scorso, il ministero della Difesa russo ha mostrato i soldati in Ucraina mentre lanciavano quelli che hanno definito droni “Albatross”. In una dichiarazione ai media statali, l’azienda ha affermato di aver fornito 50 droni M5. I droni sembrano identici a quelli costruiti nella fabbrica di Alabuga.

A giugno scroso la Casa Bianca ha pubblicato delle fotografie satellitari che identificavano due edifici nell’area di Alabuga, edifici utilizzati da Albatross per lo sviluppo della cooperazione russa con l’Iran.

Siamo preoccupati che la Russia stia lavorando con l’Iran per produrre UAV iraniani dall’interno della Russia“, aveva dichiarato John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Secondo la Casa Bianca, Alabuga è un sito industriale in espansione dove un impianto di droni iraniano-russo potrebbe diventare pienamente operativo all’inizio del prossimo anno. Le foto e i filmati diffusi dai social media russi e dai media locali indicano che Albatross ha iniziato la produzione di droni nel sito già a a gennaio. Albatross in una nota ha fatto sapere di essere un semplice produttore di droni commerciali per scopi agricoli e di mappatura dei terreni.

Il co-fondatore, Ilya Voronkov, scrive il FT ha però ammesso in alcune interviste di aver rifornito di droni l’esercito russo. Ha anche ammesso di aver acquistato fibra di carbonio da AlabugaFiber, un’azienda vicina che in seguito è stata sottoposta a sanzioni dagli Stati Uniti per il suo ruolo nei programmi militari russi. Voronkov ha dichiarato che il 70% dei componenti di Albatross sono di produzione russa, mentre altre parti, come il motore, provengono dalla Cina.

Gli esperti internazionali sostengono che la posizione degli edifici dell’Albatross sia molto vantaggiosa per aggirare le sanzioni. E’ sul fiume che sfocia nel Volga, quindi è possibile far arrivare i pezzi via nave dall’Iran in modo furtivo ed è molto vicina a Kazan, uno dei centri più importanti di produzione high-tech della Russia.

L’Iran ha già fornito alla Russia centinaia di droni Shahed, i cosiddetti kamikaze, che sono stati fatti volare a sciami sulle infrastrutture e sui quartieri ucraini.

Nel 2022, l’Iran ha installato un impianto di produzione di droni a Dushanbe, la capitale del vicino Tagikistan. Secondo quanto riferito, questa fabbrica produce solo l’Ababil-2, un drone leggero che non è ancora stato identificato in Ucraina. Gli UAV iraniani, comprese le versioni precedenti dello Shahed, sono stati utilizzati dai ribelli Houthi in Yemen e dal governo etiope contro i ribelli del Tigrai nel 2021. Il mese scorso Nasser Kanaani, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato che la Repubblica islamica non ha fornito armi a nessuna delle parti coinvolte nella guerra in Ucraina e ha definito le accuse “solo pura propaganda politica”.

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