M5S: SI’

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(di Massimiliano D’Elia) Oggi si vota sulla piattaforma Rousseau, i 5 Stelle vogliono la certificazione della base per entrare a far parte del governo Draghi, un modo per mettere la coscienza a posto. La domanda che verrà posta agli oltre 100mila iscritti è davvero formulata bene, non si può non dire che “SI”: “Approvate o respingete l’adesione ad un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione ecologica e che difenda i risultati raggiunti, sin qui dai Cinque Stelle”? STUPENDA, GENIALE! Casaleggio ci ha tenuto a precisare che è stata pensata dal reggente politico del Movimento, Vito Crimi.

La svolta quando Beppe Grillo ha ricevuto una telefonata direttamente dal premier incaricato Mario Draghi. Sono state date rassicurazioni sull’esistenza, nella lista dei ministeri, del Dicastero per la Transizione Ecologica, l’unione dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. La conferma è trapelata anche dopo il confronto con il Wwf, che ha annunciato che il premier farà un ministero “ad hoc”.

Ricevuta la rassicurazione i pentastellati hanno dato il via all’operazione “Rousseau“. Di Maio ha commentato la svolta: “Un’ottima notizia, una importante innovazione per il Paese proposta da Beppe Grillo che come sempre è lungimirante“.

Anche il premier dimissionario Conte ha dato il suo placet incoraggiando i grillini: “Sì a Draghi perché il Paese è in tali condizioni e tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo”.

Nella giornata di ieri si sono incontrati Berlusconi e Salvini per discutere di nuove strategie e di futuri ministri, mentre la Meloni ha parlato di accordi disattesi nella coalizione del centrodestra. Il Pd, sempre più granitico, serra le fila intorno al premier incaricato Mario Draghi. Renzi, invece, partecipa a tutti i talk show televisivi con aria rilassata, compiacendosi per la svolta politica italiana. In effetti c’è da dire che questa volta Renzi ha dato una lezione di tattica e strategia, in maniera bipartisan, a tutto il panorama politico italiano. Il mio pensiero in questo ultimo mese è sempre lo stesso: “Zingaretti ti senti sereno?“.

Sul versante squadra di governo le varie forze politica della nascente maggioranza hanno provato a suggerire i propri candidati, ricevendo un sonoro “Niet” da parte di Draghi che, come riporta Verderame su Corsera, ha voluto ricordare ai vari partiti l’art. 92 della Costituzione: Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri“. 

Mario Draghi terminata la consultazione “on line” dei grillini potrebbe salire al Colle già domani per sciogliere la riserva ed indicare la nuova squadra di governo, indiscrezioni parlano di una rosa di super tecnici, costituita al 50 per cento da uomini e donne, con qualche innesto di personaggi provenienti dal mondo politico con incarichi di sottogoverno (sottosegretari e viceministri). Se tutto dovesse andare nel verso auspicato sabato mattina ci potrebbe essere il giuramento del nuovo governo al Quirinale per poi iniziare a lavorare già lunedì dove nel Consiglio dei Ministri si dovrà prorogare il decreto che riguarda il divieto allo spostamento tra le regioni. Se ci dovessero essere degli intoppi il tutto potrebbe essere rimandato a lunedì mattina, con un giuramento lampo, cerimonia della campanella e primo Consiglio dei Ministri. Alcuni retroscena raccontano che il previdente Mario Draghi ha già pronte due liste di ministri, una con i 5Stelle dentro e l’altra con i grillini fuori dalla scena governativa.

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