Mattarella a Mosca in un clima da guerra fredda

A Mosca e’ l’ora della “real politik” e Vladimir Putin sembra intenzionato a voler pazientare in attesa di avere notizie di prima mano sulle strategie internazionali dell’amministrazione Trump. Ma intanto dopo l’attacco missilistico Usa in Siria si estraggono dal cassetto termini come “guerra fredda” e si spolverano piani di riarmo. In questo clima arriva nella capitale Sergio Mattarella, presidente di un Paese, l’Italia, che ha fatto da pioniere nella ricerca di dialogo con la Russia perseguendo una strategia precisa sin dal 2015. Una linea di fermezza ma anche di consapevolezza che Mosca non andava isolata ma anzi coinvolta nella ricerca di soluzioni alle crisi internazionali. Un’apertura di credito inizialmente guardata con sospetto in un’Europa divisa anche su come interpretare le relazioni con il potente vicino russo. Frenata dai Paesi Baltici, osteggiata da una parte di quel nord dell’Europa che ancora non si e’ liberata dagli incubi sovietici. Mattarella incontrera’ domani Vladimir Putin in una visita programmata da tempo e che fa parte di una precisa strategia di attacco che vede in pochi mesi passare per Mosca i ministri degli Esteri e dell’Interno, Alfano e Minniti, quindi il capo dello Stato e poi a maggio il premier Gentiloni. La prima visita di Mattarella nella Federazione russa cade in un momento delicatissimo, come sottolineano fonti del Quirinale, e servira’ a sondare gli umori e le intenzioni di Putin in settimane nelle quali il mondo si interroga sul “rebus Trump”. Naturalmente le antenne del mondo si sintonizzeranno su un’altra partita che si giochera’ poche ore dopo, cioe’ l’incontro tra il segretario di Stato Rex Tillerson e il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Fonti diplomatiche osservano che in questa fase la Russia e’ in stand-by e mira a non esagerare nelle reazioni in attesa del primo faccia a faccia tra Putin e Trump previsto a luglio, a margine del G20 di Germania. Quella di Mattarella e’ quindi una missione che avra’ inevitabilmente dossier riservati e si concentrera’ sulla ricerca di un abbassamento delle tensioni. La prima peraltro di un presidente occidentale dopo l’attentato di san Pietroburgo e l’attacco missilistico americano. Naturalmente le conversazioni che il presidente avra’ prima con il premier Dmitrij Medvedev e poi con Vladimir Putin al Cremlino affronteranno il dossier siriano con tutte le implicazioni regionali della crisi. Ma il capo dello Stato esporra’ alle autorita’ russe il “fortissimo interesse” dell’Italia alla stabilizzazione della Libia, fattore da cui dipendono i flussi migratori nel Mediterraneo. Anche in Libia la Russia e’ da tempo uno degli attori forti. Sebbene sponsorizzi il generale Khalifa Belqasim Haftar, avversario del premier Fayez al Serraj, con il quale l’Italia ha firmato un accordo, in quanto unico governo riconosciuto dall’Onu. Ma Mosca non ha di questi problemi e parla con grande liberta’ con tutti i protagonisti libici. Seppure non sia una visita “business oriented”, quella di Mattarella sara’ preparatoria per accordi bilaterali futuri. Se e’ vero che l’Italia a gennaio 2017 ha messo a segno un +39,1% nelle esportazioni verso la Russia, non bisogna dimenticare che altri corrono piu’ di noi: la Francia puo’ vantare un bel +57,2% e la Germania un +53,7%, sottolinea l’Ice.

di Redazione

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