Omicidio a Colleferro, sei super testimoni inchiodano i 4 indagati

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(di Emanuela Ricci) Per le strade di Colleferro da ieri affissi in bella vista striscioni #giustiziaperwilly. La comunità cittadina non era abituata a tanto clamore, ad uscire in prima pagina sui maggiori quotidiani nazionali. Ora però è il momento della giustizia per Willy.  Le indagini sulla morte di Willy Monteiro Duarte continuano a ritmo serrato, la Procura di Velletri ha incaricato i carabinieri di Colleferro di acquisire ulteriori indizi, in particolare i riscontri telefonici sui ripetitori dei telefonini dei 4 ragazzi indagati, per ora, per omicidio preterintenzionale. Nel frattempo uno dei legali dei fermati afferma ai microfoni della stampa che i fratelli Bianchi e Pincarelli non hanno alzato un dito contro Willy, stavano lì per aiutare a placare la rissa. L’avvocato precisa che presenterà all’accusa altre testimonianze a favore della tesi. La verità è racchiusa in quei venti minuti dalle 2.40 alle 03.00 del 6 settembre. A testimoniare contro gli indagati (sono certi che sarebbero stati i 4 ad aver picchiato Willy) ci sarebbero 6 super testimoni, un commerciante della zona e 5 ragazzi presenti al momento della rissa. 

La Repubblica riferisce che 5 dei 6 testimoni afferma: “Belleggia, prima ancora dell’arrivo di Willy, si era allontanato per fare una telefonata. Come succede spesso dalle nostre parti quando c’è una rissa, poi arrivano i Bianchi. Quindi lui li ha avvertiti e loro sono venuti subito”. 

Al vaglio dei Pm ci sarebbe anche una fotografia quella del maresciallo dei carabinieri intervenuto per primo sulla scena. La fotografia che ha permesso al militare di riconoscere i fratelli Bianchi e diramare la notizia alle volanti che poi li hanno intercettati al “bistrot” di famiglia ad Artena. L’avvocato che difende i fratelli Bianchi e Pincarelli riferisce che la zona era buia perché scarsamente illuminata, poi c’è la questione delle telecamere:  quella dei carabinieri era puntata sul corso e quella del parco, per via della scarsa illuminazione  ha ripreso solo ombre in movimento. Oggi ci sarà l’autopsia sul corpo di Willy, un esame fondamentale per appurare quale possa essere stato il corpo mortale e se possa essere stato sferrato da un “picchiatore” professionista. Saranno esaminati anche gli abiti dei quattro indagati per scoprire tracce di dna compatibili con il ragazzo ucciso.

Sulla vicenda ieri anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte è intervenuto sulla triste vicenda con un messaggio sulla pagina fb, dopo aver chiamato al telefono i genitori di Willy: “La tragedia che ieri si è abbattuta sui familiari di Willy Monteiro Duarte mi ha colpito profondamente. Mi ha lasciato scioccato. Un ragazzo che aveva da poco varcato la soglia dei 20 anni, studiava e lavorava, viveva appieno le proprie passioni, le proprie emozioni. Coltivava i propri sogni ed era probabilmente esposto alle tante incertezze che impensieriscono i giovani intenti a costruire il proprio futuro di vita personale e professionale.

All’improvviso gli si è abbattuta addosso una violenza sorda e immotivata. Ci stringiamo tutti vicini alla sua famiglia, alla sua comunità di Paliano, a tutti coloro che l’hanno amato e apprezzato. Ho trasmesso questo sentimento ai suoi genitori, a sua sorella, pur nella consapevolezza che è difficile comprendere fino in fondo l’angoscia procurata da una sofferenza così acuta e dolorosa.

La magistratura sta svolgendo le indagini e la giustizia farà sicuramente il suo corso. Confidiamo che si arrivi presto a condanne certe e severe.

Ma noi nel frattempo come reagiremo? Quali misure adotteremo? Diremo ai nostri figli di volgere la testa dall’altra parte ? Di non intervenire a sedare diverbi o a cercare di proteggere amici più deboli o in evidente difficoltà?

Non credo possa essere questa la risposta, la strada da seguire. Dobbiamo piuttosto moltiplicare gli sforzi, in ogni sede e in ogni contesto, affinché i nostri figli crescano nel culto del rispetto della persona e rifuggano il mito della violenza e della sopraffazione“.

 

 

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