Precisazioni Inps in relazione al caso di Massa Carrara

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L’Inps è stato finora vicino alla famiglia Biagi e continuerà ad esserlo

In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Nazione e rilanciata da alcune agenzie di stampa, si precisa che il caso è seguito da tempo.

La richiesta avanzata dall’Inps, che mira a recuperare le somme erogate a un’altra vittima di Marco Lojola, è legittima e vincolata, come riconosciuto dallo stesso avvocato della famiglia. L’ufficio medico legale ha riconosciuto una prestazione invalidante e ha ritenuto sussistere un nesso di causalità fra le lesioni riportate dall’assicurato e il ferimento provocato dal Lojola, ex marito della compagna della vittima, per cui l’Inps è tenuto, ai sensi della normativa in vigore, a recuperare le somme.

Peraltro, data la particolarità della vicenda sotto il profilo umano, nel 2017 la Sede di Massa Carrara, prima d’inviare una lettera finalizzata ad interrompere la prescrizione, ha avuto cura di contattare i destinatari della lettera, con l’impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo. Gli uffici di Massa hanno altresì supportato la famiglia per ogni prestazione Inps dovuta.

Nel mese di ottobre 2019 gli Uffici hanno dovuto inviare una seconda diffida interruttiva della prescrizione, senza però porre in essere alcuna azione giudiziale per il recupero coattivo del credito.

Finora si è cercato di operare col massimo tatto e, come detto, si è preannunciata la lettera volta ad interrompere la prescrizione nelle more dell’individuazione di una soluzione che, nel rispetto della legalità, tenga conto della particolare situazione delle due eredi minorenni.

Nei prossimi giorni la dirigenza e l’avvocatura locale riprenderanno i contatti con l’avvocato della famiglia per individuare una soluzione che contemperi la legalità e la situazione familiare.

L’Inps non ritiene invece di commentare le accuse mosse da un parente delle minori, nell’umana comprensione di un suo particolare stato d’animo.

Il fatto:

Dopo il femminicidio e il suicidio, l’Inps oggi chiede un risarcimento di 124 mila euro alle figlie della coppia morta. Il 28 luglio 2013, a Marina di Massa, Marco Loiola, 40 anni, sparò all’ex moglie Cristina Biagi uccidendola. Prima però aveva ferito con sei pallottole un altro uomo, che è sopravvissuto e oggi ha 54 anni. Per la sua indennità di malattia e per l’assegno di invalidità l’Inps ha chiesto il risarcimento alle due figlie, ancora minorenni, di Loiola e Biagi. A rendere nota la vicenda l’avvocato Francesca Galloni, legale di fiducia della famiglia Biagi, come spiega La Nazione di Massa che pubblica oggi la storia. “La richiesta dell’Inps – spiega l’avvocato – è legittima anche se umanamente resta difficile comprenderla”. E se non sarà esaudita l’Inps passerà al recupero coattivo. Per le due ragazzine il rischio è perdere la casa dei genitori, che comunque non copre la richiesta avanzata dall’Inps.

Precisazioni Inps in relazione al caso di Massa Carrara

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