Russia 2018. Questa sera l’Italia in Svezia per rimanere nel calcio che conta

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È giunto il giorno della resa dei conti per l’Italia del ct Ventura che stasera al Friends Arena di Solna si gioca mezzo visto per la partecipazione ai mondiali di calcio che si terranno in Russia nel 2018. L’altra metà del visto sarà in palio nel match di ritorno contro la Svezia previsto lunedì 13 novembre al Meazza di Milano.
La pratica qualificazione si chiuderà dunque in tre giorni, passati i quali sapremo se siamo ancora degni di annoverare il calcio tra le eccellenze nazionali oppure se dopo tante altre pregevolezze che ci hanno contraddistinto da sempre nel mondo, dobbiamo accantonare anche questa, anch’essa venduta al miglior offerente.
Sono ovviamente ammessi i dovuti scongiuri, siamo pur sempre un popolo scaramantico, ma sarebbe impensabile oltre che catastrofico per il nostro Paese non essere protagonisti neppure di una semplice partecipazione alla prossima competizione mondiale. Sarebbe davvero frustrante per i milioni di italiani interessati al calcio, numero che in occasione di competizioni internazionali degli azzurri aumenta vertiginosamente, dover assistere in televisione ai match degli “altri”, impensabile sarebbe dover ascoltare le note di 32 inni nazionali senza mai emozionarsi per l’esecuzione del nostro “Fratelli d’Italia”, sarebbe impensabile non vedere le nostre città imbandierare di tricolori appesi ai balconi da un popolo che purtroppo tira fuori dai cassetti il glorioso tricolore soltanto in occasioni come queste, e che nei giorni delle competizioni, specie se con esiti vincenti, si riscopre nazionalista come sarebbe auspicabile fosse sempre e per tutto ciò che riguarda la nostra Italia.
Tornando all’impegno di questa sera, le responsabilità degli azzurri, tecnico in testa, sono grandissime, quasi schiaccianti, ma sono queste le occasioni migliori per compattarsi e dimostrare la nostra forza. Noi in Russia dobbiamo esserci perché abbiamo tutto poterci essere e non da semplice comparse ma da protagonisti come il nostro DNA ci impone.
l’Italia soltanto una volta ha fallito la qualificazione ad un mondiale di calcio. Era il 15 gennaio del 1958, una data funesta nella storia del calcio italiano. Gli azzurri infatti, nel girone con Portogallo e Irlanda del Nord, persero a Belfast per 2-1 una partita che sarebbe stato sufficiente pareggiare e che metteva in palio i mondiali proprio in Svezia. Sono passati quasi 60 anni da allora ed una simile figuraccia, anche in tempi non proprio al top per il nostro calcio, non è mai stata replicata. In realtà non era accaduto neanche prima di quel 1958 che l’Italia non avesse conseguito una qualificazione ad un mondiale visto che l’unica altra assenza ad un campionato del mondo, oltre a quello in Svezia, risale al 1930 quando l’Italia non partecipò per scelta e non per demeriti sportivi ai mondiali tenutisi in Uruguay.
Gian Piero Ventura, una scelta non proprio comprensibile per la sostituzione di un top ct come Conte, è ovviamente convinto che “Noi andremo ai mondiali”. Come potrebbe essere diversamente? Intanto sembra piovere sul bagnato in casa azzurra visto che il “riabilitato” Zaza convocato dopo diverso tempo per far coppia in attacco con il bomber della Lazio Immobile si è infortunato e non sarà della sfida. Il modulo scelto da Ventura per “smontare questo armadio Ikea” che non avrà tra i suoi neppure Ibrahimovic il giocatore svedese più forte di tutti i tempi che però ha abbandonato recentemente la sua nazionale, dovrebbe essere il 3-5-2. La formazione invece sarà con molta probabilità questa:
Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, De Rossi, Verratti, Darmian; Immobile, Belotti.
GB
Foto: Google

 

 

 

 

 

 

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