Serie A. Si riaccende la lotta per lo scudetto e la zona “Champions/Europa League”. Anche in coda campionato combattuto

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Il big match della nona giornata si giocava nell’anticipo di sabato sera al San Paolo dove si affrontavano la capolista Napoli e la più immediata inseguitrice, l’Inter di Spalletti. Ne viene fuori uno 0-0 spettacolare come raramente accade in partite che terminano a reti bianche, un pareggio che interrompe la cavalcata dei partenopei che si presentavano a questo match a punteggio pieno e di conseguenza una “frenata” che permette alle inseguitrici di rosicchiare qualche punto alla capolista e di rendere il campionato più interessante. La partita conferma la grandissima qualità di palleggio del Napoli e la sua mostruosa vena offensiva, dimostratasi anche oggi, nonostante il digiuno, come probabilmente la più spiccata del campionato, mentre l’Inter conferma la sua estrema concretezza e solidità difensiva che gli permette di essere la prima squadra a salvare “le penne” al cospetto della squadra che aveva sottomesso tutti gli avversari finora incontrati. Il Napoli continua comunque a guidare il campionato dall’altro dei suoi 25 punti, l’Inter la segue a 23. Un punto dietro a quota 22 si riavvicinano Juventus e Lazio che ad oggi andrebbero a completare le posizioni utili per la partecipazione all prossima Champions League. La Juventus con un tennistico 6-2 seppellisce nel vero senso della parola l’Udinese di Del Neri a cui la società friulana concede una sorta di “fiducia a tempo” che abbiamo la sensazione non verrà confermata in caso di flop mercoledì prossimo contro il Sassuolo che al momento la precede di due punti in classifica. Circola già il nome di Reja come possibile sostituto in caso di avvicendamento in panchina. Era perfino andata in vantaggio l’Udinese grazie al gol di Perica all’8º minuto. I campioni d’Italia avevano trovato il pareggio al 14º grazie ad uno sfortunato autogol di Samir. Al 20º Khedira porta in vantaggio la Juventus che 6 minuti dopo resta in 10 per il doppio giallo a Mandzukic. Si va negli spogliatoi con la Juventus in vantaggio per 2-1. Appena il tempo di iniziare la ripresa che al 47º i friulani pareggiano grazie alla rete di Danilo. Al 52º Rugani riporta la Juventus in vantaggio. Ai minuti 59 e 78 Khedira realizza una doppietta che in virtù del gol messo a segno nel primo tempo gli permettono di portarsi il pallone a casa. Chiude il “set” Pjanic che al 90º sigla il 6-2 finale. Insieme alla Juventus troviamo la sempre più sorprendete Lazio che dopo aver battuto a domicilio proprio i campioni d’Italia ed aver rifilato una tripletta a domicilio al Nizza in Europa League, calano il tris anche nel posticipo di domenica sera contro il Cagliari del neo allenatore Lopez. 3-0 il risultato finale per effetto della doppietta di Ciro Immobile che è sempre più solo in testa alla classifica cannonieri con 13 gol davanti a Dybala e Icardi che di reti ne hanno siglate rispettivamente 10 e 9. Il terzo gol della Lazio contro il Cagliari porta la firma di Bastos. A 18 punti con una gara in meno (Sampdoria-Roma rinviata per maltempo) i giallorossi di Di Francesco che riescono ad espugnare il difficile campo del Torino grazie ad una rete del sempre più prezioso Kolarov, difensore tra i più decisivi del campionato che dopo la vittoria a Bergamo alla prima giornata, anche a Torino mette a segno una rete pesantissima e regala altri tre punti d’oro ad una Roma, che se il campionato terminasse oggi sarebbe in zona Europa League. Nella seconda competizione europea finirebbe ad oggi anche l’altra squadra con una partita da recuperare, proprio contro la Roma, la sorprendente Sampdoria di Giampaolo che, nonostante i cinque gol rifilati al Crotone nel primo anticipo del sabato e soprattutto nonostante le tre vittorie nelle ultime quattro giornate di campionato ed il sesto posto solitario in classifica, davanti a squadre ben più accreditate alla vigilia (il Milan su tutte), invita alla calma: “Siamo in un buon momento, ma sappiamo che il campionato è talmente lungo e ci saranno alti e bassi. Ora siamo in up, ci godiamo questo momento con la consapevolezza di quelli che siamo, ma senza fare voli pindarici”. Per i blucerchiati a segno praticamente mezza squadra. Apre al 3º minuto Ferrari, all’11º Quagliarella realizza dal dischetto, al 37º Caprari praticamente chiude la partita, ma la Samp non si ferma e nel secondo tempo trova altre sue reti con Linetty al 71º ed il polacco Kownacki al 76º firma la cinquina.
Al 7º posto un’altra squadra che ai nastri di partenza del campionato era decisamente più dietro, vale a dire il Chievo di Maran che fa suo il derby scaligero contro l’Hellas in una gara che l’aveva vista subito in svantaggio per la rete di Verde al 6º minuto ma era riuscita a ribaltare il risultato grazie alla doppietta di Inglese a segno al 23º ed al 30º su calcio di rigore. L’Hellas rimasta in 10 per l’espulsione di Zuculini lotta con tutte le sue forze ed arriva al pareggio grazie al suo bomber Pazzini che al 55º realizza dal dischetto. Al 73º ci pensa Pellissier a fissare il risultato sul definitivo 3-2 che fa volare la seconda squadra di Verona e contemporaneamente affossa la storica Hellas. Un punto dietro al Chievo troviamo a quota 14 un buon Bologna sconfitto di misura a Bergamo contro l’Atalanta per mezzo della rete al 71º dell’orobico Cornelius. A 13 punti un terzetto che invece qualche posizione rispetto alla griglia di partenza l’ha persa, parliamo soprattutto del Milan, del Torino e della Fiorentina. I rossoneri confermano un periodo davvero nero e con il misero punto guadagnato in casa al cospetto di un Genoa non certo insuperabile, si allontana ulteriormente dal quel 4º posto che ora è 9 punti più avanti e che ad inizio stagione rappresentava l’obiettivo minimo per la corazzata messa a disposizione del tecnico Montella. L’allenatore che sta mettendo a dura prova la società rossonera, sembrerebbe per ora confermato nonostante l’ennesimo passo falso di questo inizio di stagione ed a fine gara più che rammaricarsi per i risultati che non arrivano e concentrarsi sui molti aspetti da migliorare in casa Milan, trova il coraggio per criticare la VAR, “colpevole” di aver deciso il sacrosanto cartellino rosso sventolato sulla testa di Bonucci che nel corso di una mischia in area genoana aveva colpito con una gomitata il difensore avversario Rosi a cui aveva procurato una profonda lacerazione che aveva richiesto la sutura e l’applicazione di una vistosa fascia.
Detto, indirettamente, del Torino di Mihajlovic sconfitto di misura in casa contro la Roma, da aggiungere ci sarebbe però la bella notizia secondo cui, probabilmente già il 4 novembre il gallo Belotti potrebbe tornare in campo nel match contro l’Inter. Chiude il terzetto la nuova Fiorentina di Poli che nell’occasione va ad “allenarsi” a Benevento contro la squadra più inadeguata alla serie A probabilmente di sempre. Vincono 3-0 i viola per effetto delle reti di Benassi al 18º, di Babacar al 47º e si Théréau su rigore al 66º. A 12 punti l’ultima squadra che potrebbe essere inserita tra quelle che potenzialmente potranno puntare ad un piazzamento in Europa League che oggi disterebbe “solo” 5 punti: l’Atalanta di Gasperini che in questa fase iniziale della stagione sta facendo miracoli nel difficile girone di Europa League in cui è inserita e che guida a sorpresa davanti a club del calibro di Everton e Lione, ma che qualche difficoltà in campionato l’ha incontrata tanto da essere leggermente dietro rispetto ai pronostici iniziali.
Quello che viene dopo è un altro campionato, una sorta di A2 guidata in questo momento con 8 punti dal Sassuolo di Bucchi che ieri è andato a battere a domicilio la neopromossa Spal che dopo un avvio più promettente sembra essere tornata sulla terra. La rete vincente neroverde porta la firma di Politano al 1º minuto di gioco. Il Sassuolo avrebbe anche l’opportunità di raddoppiare ma il suo attaccante Berardi si conferma in un periodo no è sbaglia un calcio di rigore all’83º. Due punti dietro a quota 6 troviamo il gruppone di 5 squadre che sgomita per evitare la terz’ultima
Piazza che significherebbe serie B.
Si tratta del Genoa reduce da un ottimo punto a Milano contro i rossoneri, dell’Udinese sommersa al Friuli per mano della Juventus, del Cagliari che torna dallo stadio Olimpico con tre gol sul “groppone” per opera della Lazio, dell’Hellas Verona sconfitta 3-2 nel derby scaligero dal Chievo e del Crotone vittima della cinquina di sabato a Genova contro la Sampdoria. Penultima a 5 punti la Spal, reduce da un filotto di sconfitte che stanno vanificando l’ottimo inizio di stagione, iniziata lo ricordiamo con il preziosissimo punto conquistato in casa della Lazio, allora fresca vincitrice della Supercoppa italiana contro la Juventus. Chiude con l’imbarazzante bottino di zero punti il Benevento del traballante Baroni. La squadra sannita si rende protagonista del record negativo rappresentato da nove sconfitte nelle prime nove giornate, un risultato che nessuna squadra partecipante ai campionati professionistici europei condivide con i sanniti. Al riguardo, il presidente Vigorito, che in pochi mesi è passato da eroe cittadino per aver portato il Benevento in serie A dopo che nella sua storia aveva appena assaporato l’anno precedente per la prima volta la serie B, rischia di scolpire il suo nome sulla più grande debacle calcistica di tutti i tempi e per cercare di scongiurare ciò sta pensando all’allontanamento dell’allenatore Baroni che però intascherebbe la non trascurabile cifra di 800 mila euro in caso di allontanamento. Da indiscrezioni sembrerebbe che Iachini, contattato per chiedere la disponibilità a subentrare alla guida dei giallorossi in caso di cambio, abbia declinato l’invito.
La salvezza disterebbe oggi “soltanto” 6/7punti, ma di questo passo l’impresa appare davvero ardua.
GB
Foto: Serie A TIM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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