Speranza non si tocca

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Speranza non si tocca. Lo hanno capito bene la Lega e Forza Italia, votando contro la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia. La partita si era chiusa già ieri, apprende LaPresse, dopo il colloquio tra il leader della Lega e il premier Draghi. Al centro dei colloqui l’orario per il coprifuoco e il voto di fiducia al ministro Speranza, cercando di trovare la sintesi sull’ordine del giorno in discussione alla Camera, che doveva mettere tutti d’accordo e mandare a “massa” l’attacco della Meloni. Alla fine si è trovato un punto di equilibrio mettendo al centro della trattativa la mozione di sfiducia a Speranza. La Lega non ha battuto ciglio votando contro la mozione al ministro della Salute confermando così la piena fiducia al presidente del Consiglio, Mario Draghi. La svolta si è avuta con l’avvio della proposta di legge per l’istituzione della commissione d’inchiesta sul mancato piano pandemico, nella quale si chiede “di accertare se nell’ipotesi in cui il nostro Paese avesse aggiornato il proprio piano “si sarebbe potuto limitare il numero dei morti”. In molti affermano che se ne potevano salvare, nella sola bergamasca, almeno 8000 persone.

L’auspicio, si legge nella nota del centrodestra di governo, è che, “attorno ad una proposta seria, si possa trovare la convergenza della stragrande maggioranza delle forze parlamentari”. Si rafforza dunque l’asse Lega-Fi, una chiara strategia volta a rafforzare la presenza dei due partiti nella squadra di Draghi. Il nuovo vigore dato all’alleanza Lega-Fi è dovuto dalla convinzione comune di contrastare l’azione di Fratelli d’Italia che, secondo fonti del centrodestra di governo, “non perde occasione di sfidare gli alleati” per un tornaconto propagandistico. Alla fine sono stati 29 i voti favorevoli alla mozione di sfiducia al ministro Speranza, la Meloni al vetriolo ha detto: “Tutti i partiti della maggioranza hanno deciso così di sostenere le scelte della gestione opaca e fallimentare della pandemia. Chissà se gli italiani la pensano allo stesso modo”. Il risultato di oggi è che nel centrodestra, dopo questa votazione, aumenta la distanza tra i due leader con il maggiore numero di consensi. La partita tra Salvini e la Meloni ora si sposta sui territori dove si dovranno decidere i candidati della colazione di cdx per le prossime amministrative. Rimane ancora in piedi anche la questione “ad alta tensione” per la nomina del presidente del Copasir ancora in mano al leghista Raffaele Volpi. Nomina che Fratelli d’Italia, quale forza di opposizione, chiede di diritto.

La Meloni sull’alleanza del Centrodestra

La leader di FdI, Giorgia Meloni, a ‘Zona Bianca’ in onda su Rete 4 ha detto: “E’ vero, inevitabilmente, che il fatto di fare noi opposizione a un governo nel quale ci sono anche alcuni nostri alleati crea delle frizioni. Pero’ se io non tenessi all’unita’ del centrodestra – perche’ considero questa una fase transitoria anche se sbagliata – avrei concentrato la mia attenzione sui ministri del centrodestra. Le sto tentando tutte, e penso che il ruolo di opposizione di FdI, in quest’ottica possa essere utile, pero’ ci devono credere anche gli altri, perche’ se la nostra opposizione viene vista male, poi tutto diventa piu’ difficile da gestire”.

Speranza non si tocca

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