Trump e la teoria del “madman” – uomo pazzo

   

Trump e la teoria del “madman” – uomo pazzo

Il Presidente americano Trump si sente assediato e messo in discussione in politica estera. Il segretario di Stato Tillerson gli avrebbe dato dell’idiota. Così Donald Trump  al Forbes difende la sua intelligenza  dicendo: “credo che sia una fake news, ma se fosse vero direi che dovremmo fare un test sul quoziente intellettivo e confrontare i risultati. Posso solo dirvi chi vincerà.  Il presidente della commissione Esteri del Senato, il repubblicano Corker, lo ha accusato, pubblicamente, di trascinare il mondo verso una guerra mondiale. Anche la Casa Bianca è stata definita un “un asilo per adulti”. Donald Trump, allora, ha deciso di  giocare la carta di Henry Kissinger. La Casa Bianca ha reso noto che il presidente, oggi, dopo il quotidiano briefing dell’intelligence con Mike Pompeo, direttore della Cia, avrà un colloquio, con il “grande vecchio” della politica estera repubblicana, che già altre volte, in questi primi tumultuosi mesi di presidenza Trump, non ha lesinato consigli e sostegno a Trump.

L’ex segretario di Stato, di 94 anni, si è recato da Trump alla Casa Bianca lo scorso maggio, proprio nei giorni in cui, immediatamente dopo vi fu il licenziamento del capo dell’Fbi, James Comey. In molti a Washington fanno i paragoni tra il comportamento di Trump con il Russiagate e quello di Richard Nixon ai tempi del Watergate. Prima dello scandalo che poi lo ha portato alla rovina, Nixon ed il suo allora consigliere per la Sicurezza sono stati gli artefici della “madman theory“, la teoria del pazzo a cui Trump sembri ispirarsi nella gestione della crisi con la Corea del Nord.

Era l’aprile del 1971 quando, durante un impasse dei negoziati per mettere fine al conflitto nel Vietnam, Nixon e Kissinger formularono la strategia, secondo la quale, il secondo avrebbe dovuto dipingere ad Hanoi il primo come pronto a tutto, anche l’utilizzo delle armi nucleare. “Potresti dire, ‘io non riesco a controllarlo”, avrebbe detto Nixon a Kissinger, ricordava qualche giorno fa The Atlantic definendo “intrigante” la possibilità che effettivamente Trump abbia avuto l’idea di adottare la politica del ‘madman’ dal “venerabile Kissinger che ancora ama dare consigli ai presidenti e sembra essere diventato una sorta di consigliere di Trump.

In ogni caso Kissinger sarebbe certamente più utile al presidente come testimone oculare sul come Nixon alla fine finì intrappolato nella sua stessa follia del “madman”, conclude l’articolo del The Atlantic, sottolineando poi come questa strategia sia del tutto “illogica” oggi  con la Corea del Nord che, a differenza del Vietnam, possiede davvero le armi nucleari.

La Casa Bianca ha anche annunciato che, dopo il colloquio con Kissinger, Trump avrà un pranzo di lavoro con il segretario alla Difesa, James Mattis, e con Tillerson. Un programma che, dopo un settimana di grandissime tensioni alla Casa Bianca con l’ira del presidente che avrebbe raggiunto livelli esplosivi, “da pentola a pressione”, ha detto una fonte del Washington Post, sembra dare segnali del tentativo di un ritorno ad una normale operatività. Le fonti citate dal Post infatti parlando di un presidente “sempre più isolato” ora che lo scontro con Bob Corker, il senatore del Tennessee che presiede la commissione Esteri un tempo suo alleato ed ora pronto a non ricandidarsi in aperta protesta con Trump, ha aperto un nuovo fronte con i repubblicani al Congresso.

Sono stati infatti ben pochi i leader repubblicani che hanno difeso il presidente dopo il durissimo scambio di tweet tra lui e Corker. Senza contare che la nuova tempesta sta mettendo a dura prova la nuova, più ordinata e disciplinata, struttura della West Wing creata dal chief of staff, John Kelly. Per una maggiore efficacia di governo, l’ex generale avrebbe allontanato da Trump una serie di confidenti e consiglieri di sempre, come l’ex guardia del corpo Keith Schiller, che assorbivano gli ‘sfoghi’ di Trump.

Ora starebbe cercando questo conforto con amici esterni alla Casa Bianca, come il finanziere Thomas Barrack, che qualcuno addirittura arriva ad indicare come un possibile futuro sostituto di Kelly.