La Cina di Xi Jinping al vertice multilaterale di Samarcanda – Uzbekistan – allo Shanghai Cooperation Organization (Sco) decreterà probabilmente la visione del un nuovo ordine mondiale ormai non più unilaterale, targato Usa. Dopo l’incontro dello scorso luglio tra i rappresentanti dei paesi emergenti dei Brics (Brasile, Russia, India e Sudafrica) al XIV° vertice che si è tenuto a Pechino, in settimana in Ubekistan si cercherà di inludere nel blocco antioccidentale Argentina ed Iran con l’intento ultimo di circuire, nel breve periodo, anche l’India.

La presenza americana nell’Indo-Pacifico e l’affronto della Pelosi a Taiwan non è stata digerita da Pechino che vuole così contrapporre nuove alleanze globali a quelle regionali a stelle e strisce (Quad e Aukus). L’idea di Xi è quella di proporre a New Delhi la prelazione su una serie di interscambi commerciali fra le nazioni più popolose del Pianeta. Lo Sco nato 21 anni fa per combattere terrorismo, separatismo ed estremismo oggi mutua un’altro interesse strategico composto da energia, sicurezza e cooperazione economica, come scrive Maurizio Molinari su Repubblica.

Cina, Russia, India, Pakistan, Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan ed Iran si vogliono concentrare sull’Eurasia dove Xi punta alla nuova “Via della Seta” che, come noto, include anche l’Ucraina.

Sco e Brics insieme saranno il blocco perfetto da contraporre a Usa, Europa, Giappone, Corea del Sud ed Oceania che, dal canto loro, non potranno più contare sulla stragande maggioranza della popolazione del pianeta e perderanno quindi importanti fette di mercato.

La cartina tornasole dell’impotenza occidentale è data dalle sanzioni imposte alla Russia che, di fatto, non hanno penalizzato in maniera severa l’conomia di Mosca. A ribadirlo è stato il numero tre del regime cinese, Li Zhanshu che al Forum economico di Vladivostock ha detto: “Siamo lieti di vedere che sotto la leadership del presidente Putin l’economia russa non è stata sconfitta dalle dure sanzioni economiche imposte da Stati Uniti ed altri Paesi occidentali”.

Xi vuole unire Brics e Sco per lasciare l’Occidente in panne nei mercati euroasiatici

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