A Silvia

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(di John Blackeye) Quella che doveva essere un’operazione di successo e cioè la liberazione della ragazza italiana rapita in Kenia nel 2018, impegnata in una ONG di sostegno alla popolazione locale, si sta trasformando in un problema di Stato che potrebbe finire per travolgere il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro degli Esteri.

Pronti per seguire un copione che in questi casi diventa d’obbligo a prescindere dal colore del Governo in carica, i due politici italiani si sono presentati all’aeroporto di Ciampino per dimostrare che l’Italia c’è e che dopo due anni di intense ricerche, la ragazza rapita da terroristi islamici è stata riportata a casa.

Se il fine giustifica i mezzi la notizia è una notizia bomba e degna di essere portata come vanto su tutte le prime pagine dei giornali ma qui pare che si parli di una enorme somma pagata come riscatto e la cosa, pertanto, si fa poco digeribile agli occhi dell’opinione pubblica che vede ogni giorno aumentare il numero dei senza lavoro a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Così quella che doveva essere un’entrata trionfale ed un successo da annoverare tra quelli che potrebbero sostenere il Governo in questo momento di acque agitate, si sta trasformando in un boomerang che sta per colpire chi lo ha lanciato. Anche perché la notizia dopo la notizia è che oltre alla enorme cifra pagata come riscatto per il rilascio della cooperante, si parla di una conversione all’Islam dell’ostaggio italiano che nella scena dell’aeroporto, attesa dai due politici di vertice italiani, esce dal portellone dell’aereo coperta fino alla bocca e vestita come una vera e propria donna islamica. Ieri sera una docente universitaria di origine somala, ospite da Nicolo Porro su rete4 ha spiegato il significato di quella veste di quel colore:  viene imposta con la forza e torture a tutte le donne dal gruppo terrorista di al Shabab.

Peraltro, la prima domanda che ci si pone è questa: ma come ci si può convertire all’islam senza leggere il corano in lingua italiana? A sciogliere ogni dubbio è stata Silvia che ha dichiarato agli inquirenti del Ros di averne chiesto una copia in italiano ai suoi carcerieri.

Ma volendo sorvolare su questi aspetti di dettaglio, l’altra brutta notizia in questa storia è che l’Italia, forse ha pagato un riscatto (i media hanno parlato di circa 4 milioni di euro, cifra poi flebilmente smentita dai nostri Servizi e dal Governo), stabilendo così un prezziario per tutti quegli italiani che svolgono attività di cooperazione all’estero, o che lavorano per società italiane.

Conte e Di Maio, forse un po’ imbarazzati e comunque ostinati a far finta di niente, cercando di trasformare un evento imprevisto in un evento a lieto fine, hanno comunque rilasciato le dichiarazioni di rito, cercando di dare lustro alla nostra nazione che nei momenti difficili dimostra di essere presente. Ma forse questo tentativo è stato tra i meno riusciti negli ultimi tempi, per i due politici italiani, visto che la notizia della conversione e l’enorme cifra pagata per il riscatto, fanno sprofondare la popolarità dell’evento, trasformandolo in una vera e propria scintilla mediatica.

Peraltro, molti hanno notato che la ragazza liberata, sotto quel vestito verde, aveva delle forme arrotondate e spesso si toccava la pancia. Ci saranno ulteriori colpi di scena in questo teatrino tutto italiano? Staremo a vedere.

Una sintesi tutta sua l’ha fatta Paolo Liguori dagli schermi del TGCOM24 dove ha fatto notare a tutti gli italiani che la ragazza non si sarebbe convertita all’Islam bensì ad un pericoloso gruppo di terroristi islamici che hanno più volte portato a termine efferati attentati.

https://www.facebook.com/tgcom24/videos/242303876990968/

 

Quella che doveva essere una normale raccolta di consensi si sta trasformando in qualcosa di meno gestibile.

Di certo che tutti gli italiani hanno pregato il Cielo affinché questa ragazza tornasse a casa sana e salva. Tutti hanno figli e immaginano cosa significa sapere che il proprio ragazzo o la propria ragazza sono in mano a dei terroristi. È un evento catastrofico che se poi riesce a concludersi con un lieto fine è davvero un miracolo. Ma questa volta pare che il miracolo sia riuscito a metà.

Nei giorni che seguiranno si capiranno molte cose e forse si avranno più elementi per determinare con certezza gli esiti di una storia nata male e forse finita peggio.

Sarebbe opportuno però che lo Stato sovrano stabilisca regole certe e chiare: chi va all’estero per scopi umanitari e lo fa di propria iniziativa ed in regioni del mondo ad alto rischio terrorismo, deve essere consapevole che lo fa sotto la propria responsabilità.

Almeno in questo modo si eviteranno esborsi di danari pubblici che oltre a deludere le aspettative degli italiani sempre più impoveriti, serviranno, purtroppo, a fomentare le frange terroristiche internazionali.

Che guaio cari politici, che guaio.

A Silvia