AAA cercasi disperatamente grillini

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(di Massimiliano D’Elia) Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà sui numeri al Senato, ai microfoni di skytg24 si è dimostrato molto fiducioso: “Il Movimento conta 95 senatori, siamo ben superiori alla maggioranza di 160 che leggo sui giornali, siamo a 170  disponibili, ovvero una maggioranza stabile”.

Facciamo i conti. Ai 95 grillini tocca sommare 35 senatori del Pd, 8 per le Autonomie, 22 del Misto e 18 di Italia Viva per un totale di 168 senatori a cui si potrebbero aggiungere i voti di 3 senatori a vita, quelli che tradizionalmente hanno sempre sostenuto il Governo, Mario Monti, Liliana Segre e Elena Cattaneo.

Dato aggiornato al 3 luglio 2020

Dato aggiornato al 3 luglio 2020

In teoria, quindi, il Governo al Senato potrebbe contare su 171 senatori se sempre presenti e soprattutto se sempre d’accordo sui vari provvedimenti da votare. Davvero molto difficile.

Nel frattempo la Lega continua la sua opera di erosione ai danni del Movimento. La Repubblica riporta oggi che almeno tre senatori pentastellati sarebbero pronti a passare con Salvini. I nomi sui quali la pressione si sta facendo sempre più insistente sono quelli delle senatrici del M5S Marinella Pacifico e Tiziana Drago e del loro collega di gruppo Mattia Crucioli.

Non è un caso che il leder della Lega in questi ultimi giorni ripeta come un mantra: “Porte aperte a donne e uomini perbene e capaci, lo stanno facendo da tutti i partiti, perché siamo seri e credibili, pronti a vincere le prossime elezioni”.

 Un dirigente leghista rincara la dose: “Siamo fiduciosi che i colleghi in pausa di riflessione si convincano e vengano con noi entro fine luglio”.

Ma perché proprio luglio? La speranza di Salvini è quella di essere più forte al Senato quando si voterà sulla risoluzione europea, la più delicata, alla vigilia del Consiglio Ue del 17, sul dl Rilancio e sullo scostamento di bilancio.

Al netto del possibile  passaggio di tre senatori grillini alla Lega a preoccupare Salvini è il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi che da giorni flirta con il premier Giuseppe Conte (Forza Italia al Senato ha 60 senatori), tant’è che ha detto: Su Silvio non potremo contare per mandare a casa Governo e Parlamento e ottenere le elezioni, a quello dobbiamo pensarci noi”.

Giuseppe Conte, ieri all’uscita da Palazzo Chigi: “Credo si possa oggettivamente dire che Fi è la forza di opposizione che si sta distinguendo per un atteggiamento più costruttivo e anche più responsabile”.

 Da indiscrezioni Berlusconi sarebbe pronto ad appoggiare un nuovo esecutivo il più possibile inclusivo. Ma Matteo Salvini, al riguardo, è laconico: “La via maestra –  precisa  il leader della Lega che dice no a un governo col Pd – sono le elezioni a settembre, nel giorno del voto per le Regionali e le comunali. La parola agli italiani. Un governo che litiga su tutto, immobile, con i cantieri fermi, è un danno al Paese”.

Certo è che al Senato i partiti che forniscono i loro rappresentanti al Governo possono esprimere poco meno di 150 senatori.

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