Al via la riforma  Cartabia, lunedì in Aula

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Il ministra di Grazia e Giustizia Marta Cartabia al termine del Consiglio dei Ministri ha detto: “permane l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni. Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa nel nostro Paese. L’obiettivo è garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”.

Il guardasigilli, così ai microfoni del Tg3: “Abbiamo preso un impegno con tutte le forze politiche della maggioranza, anche in termini di comportamento in Parlamento, ci auguriamo che il testo sia approvato nel giro di pochi giorni. La riforma vuole rimediare a un problema della giustizia italiana, dove i processi spesso hanno un’eccessiva durata. Dopo un reato è fondamentale accertare tutti i fatti, tutte le responsabilità e farlo in tempi certi. Questo nell’interesse delle vittime, degli imputati, di tutti i cittadini. Abbiamo preso in Europa un impegno anche per la riforma del processo civile, essenziale per la vita dei cittadini ma anche per gli operatori economici. Sappiamo bene che tanti investimenti stranieri stentano ad arrivare in Italia fra gli altri motivi anche per l’incertezza dei tempi della giustizia civile”.

Dopo giorni concitati tra i partiti il voto di fiducia è previsto lunedì alla Camera. Il percorso però fino a domenica sera appare ancora tortuoso perché il Movimento 5 Stelle ha disconosciuto tre emendamenti di Forza Italia accolti e ha provato a riformularli, mentre Alternativa C’è questiona: “Perché non è presente la relatrice Giulia Sarti?”. Non da meno sono da registrare le proteste di Fratelli d’Italia: “La compressione del dibattito danneggia i cittadini“. Ciò, pecche si è dovuto contingentare il tempo degli interventi per non portare alla lunga il dibattito e favorire così gli ostruzionisti.

Tra gli emendamenti approvati quello di Lucia Annibali (Italia viva) che prevede l’arresto in flagranza per il marito o ex marito violento che viola i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa». Approvato anche quello promosso da Enrico Costa sul diritto all’oblio per chi è stato assolto.

Le proroghe. E’ stato concordato che per i primi tre anni di applicazione della riforma, la durata del processo d’Appello si estende per un ulteriore anno e quella del processo per cassazione di ulteriori sei mesi. Previste, quindi, le proroghe per i reati di associazione mafiosa, scambio politico mafioso,  associazione finalizzata allo spaccio, violenza sessuale, reati con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. I giudici di Appello e di Cassazione potranno con ordinanza, motivata e ricorribile in Cassazione, disporre l’ulteriore proroga del periodo processuale in presenza di alcune condizioni riguardanti la complessità del processo, il numero delle parti e delle imputazioni, la complessità delle questioni di fatto e di diritto.

Decorrenza dei termini. La riforma coinvolge unicamente i reati commessi dal gennaio 2020 ed entrerà in vigore a step, a seguito della pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale, così da permettere agli uffici giudiziari di gestire le trasformazioni. Infatti, per i primi tre anni, entro il 31 dicembre 2024, i termini saranno più estesi per tutti i processi (tre anni in appello, un anno e sei mesi in Cassazione). Sussiste la possibilità di proroga totale, fino a quattro anni in appello (cioè tre anni e uno di proroga) e fino a due anni in Cassazione (un anno e sei mesi, oltre sei mesi di proroga) per tutti i processi in via ordinaria. La possibilità di prorogare il termine di durata massima del processo è limitata a una sola volta.

Al via la riforma Cartabia, lunedì in Aula