Bengasi, ancora piccole sacche di resistenza, ferita una donna

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Un razzo è caduto ieri sera nella zona di Bengasi dove si trova il club al Malaha, ferita una donna. Anche se proclamata la liberazione della città, piccoli gruppi di miliziani islamici si trovano ancora a Bengasi dalla quale cercano di fuggire e vengono impegnati in scontri a fuoco con le forze del generale Khalifa Haftar. Ieri  i soldati libici hanno occupato nuove postazioni intorno all’hotel al Baladi della città dove ci sono ancora manipoli di miliziani islamici. Al momento le forze di Haftar controllano il 98% del mercato di al Jarid, mentre in questi giorni sei soldati sono morti e altri sono rimasti feriti per le mine presenti in zona piazzate dai miliziani in fuga per ostacolare l’avanzata dell’esercito Haftar  che, tra l’altro, ha annunciato la “liberazione totale” di Bengasi mercoledì scorso.
Appoggiato prodigalmente dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti, Haftar ha fatto di tutto per ostacolare
l’applicazione dell’accordo di pacificazione tra le fazioni libiche firmato sotto l’egida dell’Onu a Skhirat, in
Marocco: un accordo che ai suoi occhi ha il peccato originale di limitare il proprio potere. Poi ha lanciato
diverse offensive militari, conquistando nell’autunno del 2016 la cosiddetta “Mezzaluna petrolifera”, il polmone
economico del paese. Intanto pare raggiunto un accordo tra il capo di gabinetto del parlamento libico, Abdullah al Masry, e il sindaco di Bengasi, Abdel Rahman al Abar, per la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di organizzare il trasferimento della sede della Camera dei rappresentanti da Tobruk al capoluogo della
Cirenaica. Il raggiungimento dell’accordo e’ stato annunciato l’11 luglio, nel corso di una conferenza stampa
organizzata a Bengasi, città simbolo della rivoluzione anti-Gheddafi divenuta ora centro di potere del generale
Haftar.

Foto Huffington Post

Bengasi, ancora piccole sacche di resistenza, ferita una donna

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