Camera ok, Inno Mameli ora al Senato

   

Forse non tutti sapevano che l’Inno di Mameli non era mai passato dai due rami del Parlamento, per la consacrazione a Legge dello Stato. L’inno di Mameli, “Fratelli d’Italia”, cantato più di una volta da ogni italiano venne dato per provvisorio dal Consiglio dei ministri il  12 ottobre 1946. Oggi, dopo 71 anni la commissione Affari Costituzionali della Camera ha  approvato, in sede legislativa, la proposta di legge, primo firmatario il deputato Pd Umberto D’Ottavio, che riconosce lo status ai versi di Goffredo Mameli musicati da Michele Novaro.

Il provvedimento passa ora al vaglio del Senato e D’Ottavio rivendica intanto che il Pd “presente con tutti i deputati componenti la prima commissione, ha sostenuto questa proposta di legge fin dall’inizio. Sono convinto che dopo tanti tentativi questa legislatura possa dare all’Italia l’ufficialità dell’inno nazionale, come avviene in tutti i Paesi del mondo”. Giorgia Meloni rileva che FdI è tra i promotori della misura per riconoscere al ‘Canto degli Italiani’ il rango di inno ufficiale della Repubblica Italiana. “Neanche a dirlo noi oggi c’eravamo per sostenere questa importante e simbolica iniziativa. Mai come oggi hanno senso le parole scritte dal giovane eroe risorgimentale”, scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, che oltre a condividere il link dell’inno di Mameli riporta nel suo post la strofa ‘noi fummo da secoli calpesti, derisi perchè non siam popolo perchè siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera una speme di fonderci insieme già l’ora suono.