Conte ter, rimpasto, nuovo governo o elezioni, mentre Casalino gioca con la geolocalizzazione

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(di Andrea Pinto) Ieri sera intorno alle 19 Matteo Renzi si è incontrato con Giuseppe Conte, solo mezz’ora, giusto il tempo dei convenevoli perchè le sue richieste Matteo Renzi le aveva già fatte pervenire a Palazzo Chigi tramite una lettera pubblicata interamente sul suo profilo fb.

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https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/posts/10158272595529915

Dal Recovery al Mes, la lettera di cinque pagine è la fotografia di quello che Iv vuole e di quello che critica dell’azione di governo. Conte dal canto suo difende le sue scelte ma conferma disponibilità al confronto, riservandosi una pausa di riflessione, senza però accettare il ricatto “prendere o lasciare”.

Non è mancato il commento a caldo del ministro di punta di Iv, Teresa Bellanova: “Ci ha detto che il nostro e’ un documento importante e costruttivo. Domani saremo in Cdm e continueremo a dare il nostro contributo in Parlamento a partire dalla manovra. Vedremo se ci sono le condizioni per andare avanti”. La stessa Bellanova poche ore prima aveva detto: “Per le mie dimissioni non si deve attendere molto, se non arrivano risposte”.

Un renziano dopo l’incontro di Palazzo Chigi: “Ora dipende solo da Conte, vedremo se ci riconvocherà, noi tireremo le somme dopo il voto della manovra”.

Se si apre la crisi al buio – avverte dal Pd Andrea Orlandonon si chiude con un nuovo governo ma col voto”.

Una strana coincidenza. Proprio ieri mattina nel giorno dell’incontro con la delegazione di Matteo Renzi la liberazione dei 18 pescatori arrestati in Libia. Una coincidenza che contribuisce a sviare l’attenzione sulla rilevanza del vertice serale e, come dicono nei corridoi dei palazzi romani, getta ancora più acqua sulle polveri già bagnate di Matteo Renzi.

E’ stato uno smacco per Renzi“, osserva un pentastellato. Del resto, tra gli artefici della liberazione c’e’ proprio quell’intelligence sulla quale Conte ha tenuto la delega, attirandosi l’ira di Iv e anche di buona parte del Pd. Renzi e Dem chiedono da tempo a Conte di cedere quella pesante delega.

La vicenda della liberazione si è contornata di un altro elemento molto pittoresco. Il portavoce del premier, Rocco Casalino, non ha risposto alle numerose telefonate, ha solo postato su fb la sua geolocalizzazione su Google Maps, mentre era in corso la missione “segreta” a Bengasi.

Il governo Conte ter. Il sentiero e’ strettissimo, ma il premier un rimpasto non lo esclude piu’ e anche se i partiti negano di volerlo, potrebbe essere il sigillo alla fine delle ostilita’. Non si parla di rimpasto, assicurano fonti renziane: sul tavolo c’e’ la minaccia di dimissioni. Ma Renzi alzato molto l’asticella delle richieste per sedersi insieme a riscrivere il programma di governo e andare avanti. Al tavolo del confronto con Conte si presenta con le ministre Bellanova e Bonetti, il presidente di Iv Rosato, i capigruppo Boschi e Faraone. “Stavolta andiamo fino in fondo”, e’ quello che si dicono prima della riunione.

La Bellanova al vetriolo dice: “Non siamo noi l’anomalia, ma un premier che ha guidato governi di colori politici opposti”. Non siamo qui per aprire un dibattito – e’ il senso dell’intervento del leader di Iv – perche’ di infrastrutture, lavoro, riforme, Recovery plan abbiamo detto quello che avevamo da dire: ora aspettiamo le risposte.

Siamo rispettosi delle posizioni dei nostri alleati, ma dal Mes alla cabina di regia del Recovery non possono esserci preclusioni. Conte, invece, in risposta spiega le ragioni della task force, le resistenze del M5s sul Mes, apre a un piano piu’ ampio di infrastrutture da finanziare con il Recovery.

I Dem alzano l’asticella avvertendo alleati e premier, non si può andare avanti ne’ con i veti di Renzi e M5s, ne’ con i rinvii di Conte. Vogliamo un cronoprogramma di governo, articolato, chiedono i Dem. Non pensi Renzi ad un governo di larghe intese guidato da Draghi, si ritorna al voto.

Anche il Pd, quindi, si affida a fb per lanciare il proprio messaggio. Per quanto riguarda il Mes sanitaria dice Orlando chiedere tutti i 36 miliardi di prestiti non ha senso perchè farebbero lievitare il debito. E poi riforma fiscale progressiva, legge elettorale proporzionale, parita’ salariale uomo donna, riforma delle politiche attive del lavoro per fronteggiare la fine del blocco dei licenziamenti, affrontare il tema delle grandi piattaforme digitali.

Ora il pallino è nelle mani del premier Conte. Una partita durissima alla luce dell’approvazione della Legge di Bilancio, mentre i leghisti bloccano l’Aula in segno di protesta contro la revisione dei decreti sicurezza.

Conte ter, rimpasto, nuovo governo o elezioni, mentre Casalino gioca con la geolocalizzazione

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