Coronavirus: Italia e Francia a braccetto pensano a nuovo Fondo per la crisi economica

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(di Massimiliano D’Elia) Fra 4 giorni si riunisce l’Eurogruppo e fra sette giorni (venerdì prossimo) ci sarà un altro confronto tra i capi di Stato e di Governo dei paesi comunitari. L’ultima volta che si sono incontrati, in una teleconferenza fiume di 6 ora, si è rischiato che l’Unione Europea scomparisse nel nulla con un click di tastiera, interrompendo la comunicazione.

Tante le divergenze e le palesi insofferenze tra i paesi del nord Europa, Germania, Austria, Olanda e Finlandia e quelle del sud, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. 

I paesi del nord temono che le nazioni dell’asse del sud, già mediamente fortemente indebitati, non siano in grado di ripagare i debiti e che utilizzino il denaro previsto per l’emergenza coronavirus per coprire parte di quei debiti endemici che hanno  portato i loro deficit a valori non più sostenibili.

Il rischio che ci possa essere una rottura insanabile tra i paesi dell’Ue ha acceso con maggiore serietà il dibattito interno delle due nazioni, Germania e Olanda, che più delle altre si sono opposte alla linea soft per i finanziamenti pro emergenza coronavirus.

Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte ha agito con grande abilità facendosi intervistare da tv e giornali tedeschi e olandesi. Il messaggio del premier è stato quello di denunciare i rischi che l’Unione europea corre se si perseguono queste divisioni, che potrebbero diventare anche insanabili. Ha anche assicurato olandesi e tedeschi che i loro sforzi non serviranno per pagare i debiti dell’Italia.

Conte ha aperto uno spiraglio quando l’altra sera, durante la diretta a reti unificate, rispondendo ad un giornalista ha dichiarato  di poter anche valutare un Mes con condizionalità light, da affiancare ad altri strumenti.

L’Italia è consapevole che nuovi strumenti richiedono tempi medio-lunghi (dai 3 a 9 mesi) che poco si attagliano ai tempi immediati, richiesti dall’emergenza in corso. L’uso del Mes (con condizionalità light) permetterebbe, invece, l’accesso allo scudo anti spread permettendo così alla Bce l’acquisto illimitato di titoli di Stato. In tale direzione, riporta il Messaggero,  ci sarebbe una convergenza anche tra il nostro ministro del Tesoro Roberto Gualtieri e quello francese Bruno La Maire. Tale convergenza è supportata dall’idea della  creazione di un nuovo fondo, dal tempo limitato, che si autofinanzia dai mercati attraverso i bond. Il problema è che i tempi necessari per la sua creazione si aggirano a circa 9 mesi, un’eternità! Il fattore tempo potrebbe, però, essere mitigato da interventi diretti  della  Bce e della Bei per attrarre nuovi investimenti miliardari, utilizzando il Mes in versione light (pochissime limitazioni e zero interventi della Troika nelle sovranità nazionali).

L’Olanda che teme misure a suo svantaggio metterà sul tavolo l’idea della creazione di un fondo d’emergenza Covid-19 per le sole spese sanitarie legate all’emergenza, un fondo in questo caso senza condizionalità e dal tempo limitatissimo.

Nella maggioranza di governo però il Movimento delle Stelle è contrario al ricorso al Mes:  Ha anche minacciato di tornare sul balcone  (quello di Montecitorio) per sostenere  lo slogan: “l’Europa è a un bivio, il Mes non è adatto, servono gli euro bond”. Avvicinandosi , così, sempre più ai loro ex alleati (Lega) che sostengono da tempo la medesima tesi.

 

Sono certo che alla fine prevarrà una soluzione mista tra Mes light, nuovi fondi comuni, e probabili corona bond. L’unica cosa certa è che all’Italia occorrono almeno  400 miliardi di euro per vedere la  luce dopo la notte della tempesta che stiamo vivendo in questi giorni.

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