Di Maio e la exit strategy, contro un premier diventato troppo ingombrante

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(di Massimiliano D’Elia) Luigi Di Maio e i suoi fedelissimi non appaiono affatto rassegnati a scomparire dalla scena politica. Il trend negativo registrato in tutte le recenti competizioni elettorali, è letto come il frutto di un declino irreversibile del fenomeno M5S. Di Maio vuole correre ai ripari e secondo il Corriere della Sera starebbe studiando ad un nuovo progetto che — per come va maturando — potrebbe entrare in conflitto con la linea di Grillo e Casaleggio junior. La linea dei fondatori del Movimento non è chiara, sembra che si siano seduti comodamente in poltrona con i pop corn aspettando la fine della loro creatura.

Del fatto che il Movimento avesse una data di scadenza lo aveva capito anche il giovane Casaleggio tanti anni fa. Ma era immaginabile anche dal fatto che non era e non lo è tutt’ora strutturato come un partito politico, totalmente assente dai territori. Il Movimento è stato visto, durante l’apice dei gradimenti, come la cosa nuova che avrebbe cambiato il sistema. Peccato che una volta entrati nel sistema, i cittadini grillini, siano stati drogati dal potere, dai quei privilegi che ti sorridono, ti insinuano, ti tentano fino a stringerti in una morsa a cui è davvero difficile svincolarsi.

Tornando a Di Maio è comprensibile che ora cerchi la exit strategy. Le indicazioni sono  in una frase: “Noi saremo l’ago della bilancia per i governi dei prossimi quindici anni”. Luigi Di Maio non ha mai digerito l’alleanza con il Pd e ora che la fine si vede all’orizzonte starebbe cercando di raccogliere il più possibile dai pochi cocci rimasti per non farsi fagocitare da Roberto Fico e dal Pd.  Nel frattempo  i malumori interni al Movimento crescono di giorno in giorno e tutti sono convinti che sia vicino una scissione, una divisione naturale tra anime diverse, non compatibili e spesso in forte contrapposizione. 

Ma il vero nodo di Di Maio è Giuseppe Conte diventato troppo ingombrante. Tanti grillini ritengono che l’avvocato del popolo si sia montato la testa, specialmente dopo alcune recenti affermazioni del premier: “Quando si tratterà di eleggere il presidente della Repubblica e si cercherà un candidato me lo verranno a chiedere”. 

Luigi Di Maio deve fare in fretta se vuole svincolarsi  dai legacci della  sinistra. Matteo Salvini in più occasioni ha detto che il cdx è inclusivo con tutte le forze che vogliono cambiare il Paese e che siano vicino agli interessi degli italiani.

 

 

 

 

Di Maio e la exit strategy, contro un premier diventato troppo ingombrante