Giustizia a orologeria? Salvini e Lega sotto attacco incrociato

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(di Massimiliano D’Elia) Governo ai ferri corti. Oltre 30 sono i motivi di scontro, tra autonomia, flat tax, riforma della giustizia, decreto sicurezza bis, #Tav, grandi opere, nomine, #Difesa etc, etc.. Ora a tenere banco è la questione dei migranti e della #Sea Watch che vorrebbe attraccare in Italia a Lampedusa.

Salvini sulla Sea Watch: «Se i magistrati vogliono indagarmi facciano pure. Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati».

#Salvini autorizza però lo sbarco di 18 soggetti «vulnerabili»: 7 bambini, altrettante madri, 3 padri e un migrante con gravi problemi di salute.

Sempre Salvini ha poi detto «Non c’è presidente del Consiglio o ministro #Cinquestelle che tenga, in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più».

Immediata la replica della Presidenza del Consiglio: «Il premier non ha mai dato ordini. Come previsto dall’articolo 95 della Costituzione dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. E coordina l’attività dei ministri. Di tutti i ministri, nessuno escluso».

Anche Luigi #Di Maio ha detto sulla vicenda: «La sua arroganza ricorda quella di Renzi, di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e non ne sentiamo la mancanza».

Renzi chiamato in causa dal profilo Facebook: «Sono lieto di essere sempre nei loro pensieri, anche se da italiano preferirei che pensassero alle cose da fare».

La Lega vuole portare al prossimo consiglio dei ministri il decreto sicurezza bis per anemizzare il lavoro delle Ong in mare, con sanzioni pesantissime impossibili da sostenere, e dall’altro a modificare il codice della navigazione spogliando il ministero delle infrastrutture delle competenze in materia di «transito e sosta» delle navi nelle acque territoriali. Dal Viminale poi affermano  che «i compiti a casa sono stati fatti» e il testo è inattaccabile dal punto di vista tecnico e normativo, dunque può andare in Consiglio dei ministri lunedì.

Anche se il M5S, appoggiati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vogliono far slittare il provvedimento a dopo le elezioni del 26 maggio.  

Giuseppe #Conte, nel frattempo,  ha detto l’Italia «ha sempre rispettato i diritti fondamentali delle persone e non ha mai consentito che morisse nessuno per nostra iniziativa».

I 5Stelle etichettano, quindi,  la Lega come «alle prese di imbarazzante schizofrenia politica» visto che per il caso Diciotti al ministro dell’Interno «andava benissimo la gestione collegiale del Governo» e ora invece «sostiene che nessuno deve dargli ordini».

«Il presidente del Consiglio, afferma Di Maio, ha tutto il sostegno mio e del governo. Una prepotenza che aumenta quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione».

Continua, quindi, la frizione tra i due partiti di maggioranza che lasciano intravedere una sola ed unica strada dopo le elezioni: “cambiare l’attuale disequilibrio politico”. Tante sono quindi le beghe che dovrà affrontare il presidente della Repubblica, Sergio #Mattarella all’indomani delle elezioni. L’unico aspetto che desta qualche “pensiero” è la fervida attività della magistratura nello scovare e far emergere “ora” tutti i piccolissimi e ininfluenti  “nei” della Lega sia a livello centrale che sul territorio. Forse perchè c’è, in prospettiva, un avvicinamento del M5S alla sinistra?

 

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