Gregoretti: Di Maio-Salvini ai ferri corti

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La giornata di ieri per Matteo Salvini è stata davvero difficile. Come lo scorso anno, non è andato allo scambio di auguri al Quirinale: “È in concomitanza con la recita di Natale di mia figlia, dovendo scegliere…”. Poi è arrivata una  doccia fredda: il Tribunale dei Ministri di Catania ha chiesto di poter procedere contro il leader della Lega per sequestro di persona per le decisioni quando era ministro dell’Interno.

Per tre giorni venne vietato a nave Gregoretti di attraccare ad Augusta ma venne fornita a bordo tutta l’assistenza sanitaria e di rifornimenti alimentari necessari per poter permanere a largo delle coste italiane in tutta sicurezza.

Il leader della Lega Matteo Salvini è incredulo sulla decisione: “E una vergogna. Vorrei sapere quanto queste indagini costano al popolo italiano, quanto costa ai cittadini italiani questa caccia alle streghe in termini di uomini, spreco di tempo e utilizzo di mezzi? Sono indagato perché ho difeso la sicurezza, i confini e la dignità del mio Paese: incredibile. Il fatto che io rischi anni di carcere per aver difeso i confini del mio Paese mi fa dire che in Italia c’è un problema. Io ringrazio la maggioranza della magistratura che è obiettiva, ma c’è una parte che fa politica. Fa ridere che un ministro dell’Interno venga indagato e processato per aver fatto il proprio dovere. Per me non sarebbe neanche un problema andare in tribunale, guardare in faccia un giudice che tra il ministro e chi trasporta illegalmente gli immigrati irregolari simpatizza per i secondi. Sono curioso di vedere che posizione terrà il Movimento 5 Stelle, che sulla vicenda analoga della nave Diciotti votò contro la richiesta del Tribunale dei Ministri”.

Sul voto in Aula Luigi Di Maio è stato lapidario: “Quando bloccammo la Diciotti, era perché l’Europa non ci ascoltava. Un anno dopo, la redistribuzione funzionava, quindi il blocco della Gregoretti non fu un’azione decisa dal governo, ma dal ministro dell’Interno Salvini. In questo caso l’interesse pubblico prevalente non c’era, fu un’azione personale“.

Il leghista Nicola Molteni ha così commentato la giravolta di Luigi Di Maio: “II commento di Di Maio è da piccolo uomo, più che l’onore potè la poltrona”.

Gregoretti: Di Maio-Salvini ai ferri corti

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