I timori del Viminale: Terrorismo, controlli anti-Covid e ordine pubblico

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Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto dall’onorevole Raffaele Volpi (Lega) ha determinato di richiedere le audizioni della Signora Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia sulle specifiche tematiche riguardanti gli eventi di piazza che si stanno verificando e sulla vicenda del cittadino tunisino che transitato dall’Italia ha poi compiuto il sanguinoso attentato in Francia .

Le tensioni sociali nel Paese in seguito alla crisi economica dovuta alla dalla pandemia sono state quindi oggetto di discussione durante l’audizione della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Con i membri del Copasir il titolare del Viminale ha fatto il punto sulla situazione in Europa e in Italia sul fronte del contrasto al terrorismo internazionale in seguito agli ultimi attentati in Francia e in Austria. 

Sul versante terrorismo la ministra ha evidenziato che c’è allarme, ma non è stato innalzato il livello di sicurezza. I casi di Nizza e di Vienna non seguono un comune denominatore. Non esiste un piano di attacco all’Europa, ma forse solo opere di emulazione. Occorre fermezza ha rimarcato la ministra per frenare le partenze dalla Tunisia per due motivi: per una gestione più razionale degli sbarchi in epoca di pandemia e per meglio studiare i profili di chi sbarca sulle nostre coste ed evitare che sfugga qualche potenziale terrorista.

La Lamorgese ha però evidenziato che ad oggi non vi è la collaborazione del governo tunisino. Oggi arriva a Roma il ministro francese dell’Interno, Gèrald Darmanin per studiare una strategia comune verso le autorità tunisine..

Tornando al nostro Paese, sarebbero tre le sfide da affrontare in un inverno considerato dagli addetti ai lavori, …molto caldo….: Terrorismo, controlli anti-Covid e ordine pubblico.

Il Viminale in un report teme per la sicurezza e stigmatizza che “Ci aspetta un inverno pericoloso”.

A svelare l’inedito retroscena è stato La Stampa che parla del timore del Dipartimento di Ps si sente dire: “Sarà molto peggio di marzo“.

A marzo la gente ha metabolizzato l’idea, la novità di rimanere all’interno delle proprie mura domestiche. Oggi dopo aver riassaporato la libertà durante l’estate è davvero molto difficile a livello psicologico “digerire” un altro lockdown.

La seconda ondata ha già dimostrato un diverso approccio da parte della gente. Numerose sono state le aggressioni di giovani alle pattuglie che cercavano di far rispettare gli obblighi della mascherina e distanziamento.

La Direzione centrale della polizia criminale, riporta La Stampa, ha realizzato un report proprio sul fenomeno della devianza in epoca di Coronavirus: “Solitudine e blocco emotivo sono tra gli effetti collaterali che hanno colpito principalmente i giovani. L’isolamento, in particolare, incide sulla devianza minorile”.

Non sono da trascurare, in tale ottica, le rivolte non proprio pacifiche di Napoli, Roma, Torino, Milano e Firenze.

Di fronte al pericolo interno vi è anche una marcata recrudescenza del terrorismo islamista.

Al riguardo il Capo della polizia, Franco Gabrielli, ha diramato una circolare che invita i questori ad aumentare i controlli per i siti a rischio di attentato. Altro fronte è quello di cercare di far rispettare i nuovi divieti imposti dal coprifuoco nazionale dopo le 22.00.

La Stampa rivela anche un’altra indiscrezione non proprio rassicurante: E’ stato accompagnato a casa sua un egiziano di 43 anni, residente in Italia dal 1999, che in carcere aveva confidato a un compagno di cella che avrebbe voluto imitare Anis Amri e compiere una strage tra i mercatini di Natale.

I timori del Viminale: Terrorismo, controlli anti-Covid e ordine pubblico