Il lanciatore Vega made in Colleferro torna a volare

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Grande successo del volo n. 16 che, grazie ad un innovativo “dispenser”, ha collocato in orbite diverse ben 53 satelliti

(di Mario Galati) Vega più forte e più potente di tutte le difficoltà che si sono accanite contro, prima il Covid che ha bloccato le attività dello spazioporto  poi i venti in quota che ne hanno rinviato la partenza, è finalmente partito come un proiettile sparato da una pistola e poi volato alto nel cielo leggero come una libellula questa notte alle 3,51, ora italiana, dalla base di lancio di kourou nella Gujana francese centrando il 15° successo su 16 lanci: un record.

Ma al di la dell’orgoglio italiano e colleferrino, il vettore viene realizzato negli stabilimento Avio di Colleferro, Vega nello spazio ci è volato per realizzare un altro record che ne fa il lanciatore di satelliti più importante al mondo e cioè collocare in orbite diverse ben 53 satelliti con un solo volo . Tutte questo grazie ad un  innovativo dispenser collocato sull’ogiva, anche questo progettato dalla Avio, che si chiama SSMS acronimo di Small Spacecraft Mission Service.

Il Vega che prende il nome da una stella della costellazione della Lyra ma  sta per Vettore Europeo di Generazione Avanzata, realizzato per l’orgoglio cittadino, a Colleferro dalla Avio azienda aerospaziale tra le più avanzate al mondo erede della allora B.P.D, e poi della BPD Difesa e Spazio che lo ideò ed inizio lo sviluppo per sostituire il vettore americano Scout utilizzato nel progetto San Marco. Piccolo, si fa per dire perchè è comunque altro 30 metri, ha il compito precipuo di posizionare satelliti nelle orbite basse. Con il nuovo dispenseer Vega ha fatto uno stellare passo in avanti collocandone con una sola “botta” ben 53 appartenenti a 13 diversi paesi. “Dopo il rinvio di marzo -ha dichiarato il Ceo di Avio Giulio Ranzo-  il successo del ritorno    al volo di Vega è il risultato del duro lavoro di tutto il personale Avio che continua a dimostrare grande professionalità, competenza e resilienza.

L’eccellente performance dell’adattatore Ssms che ha permesso per la prima volta in Europa di portare 53 satelliti in orbita con un singolo volo aumenta la capacità di Vega di rispondere alle richieste sempre più esigenti  in un mercato in continua crescita. Grazie alla ripresa delle attività operative della base spaziale di Kourou, ora possiamo già pensare al prosssimo volo previsto per novembre”. I satelliti collocati in orbita questa notte saranno utilizzati per diverse applicazioni. La missione N° 16 di Vega si è conclusa con successo 2 ore e 4 minuti dopo il decollo avvenuto alle 3.51 ora italiana.

A Kourou c’erano, tra gli altri,  presenti una settantina di tecnici colleferrini che hanno assemblato, caricato, il vettore e che hanno trattenuto il fiato negli ultimi secondi del conto alla rovescia respirando quando il razzo è schizzato via veloce nel buio della notte equatoriale  rischiarata dal bagliore del fuoco dei suoi motori che lo spingevano sempre più in alto, Dopo un’ora dal rilascio dei primi 7 satelliti più grandi per l’osservazione della terra, comunicazioni, trasmissioni, rilancio di internet, sono stati posizionati gli altri tra cui i cubesat, cubetti di 10 centimetri di lato del peso di 1 chilo, alcuni dei quali messi a punto da studenti di università italiane (Federico II di Napoli, Roma tre Tor Vergata e l’università di Bologna) tutti destinati ad esperimenti medico-scientifici.

Ovviamente il riuscitissimo lancio di Vega a Colleferro e dintorni ha suscitato emozione e grande soddisfazione sui social e non poteva mancare tra questi il sindaco Pierluigi Sanna: “Oggi possiamo esultare per Colleferro e l’Italia che sono tornati a volare con grande successo” ovviamente grazie alla Avio di via Ariana società aerospaziale che primeggia nel mondo, ma che resta attaccata con la sua radice al territorio e non solo materialmente.

La Avio infatti non è venuta meno al suo “dovere” durante l’emergenza Covid donando alla protezione civile comunale 350 mila euro con i quali all’ospedale locale si stanno realizzando 3 posti di terapiasub-intensiva da affiancare ai 9 di terapia intensiva, ha poi di recente sottoscritto accordi con il Comune per il passaggio di alcune strade che a livello locale rivestono grande importanza per i cittadini e cioè la cosiddetta strada del 3C ormai assurta al ruolo di via dello jogging per amatori e sportivi e quella più storica vale a dire la via Romana che passa all’interno dei vecchi stabilimenti e quindi non fruibile. Una volta aperta la via Romana collegherà il quartiere Scalo con il centro e grazie ad una pista ciclabile di 8 chilometri, il quartiere del IV chilometro-San Benedetto ai confini con il territorio di Artena, passando per il parcco del Castello vecchio finalmente pubblico grazie all’acquisizione da parte del Comune. Dicevamo dei commenti di soddisfazione sui social ai quali si è aggiunta la consigliera regionale Eleonora Mattia.

“Con il ritorno al volo del Razzo Vega- ha commentato la presidente della IX commissione del consiglio regionale del Lazio-  l’azienda Avio di Colleferro, che lo ha interamente realizzato, si consacra eccellenza nel panorama aerospaziale non più solo italiano ma anche mondiale. Oggi possiamo finalmente brindare a questo eccezionale risultato che fa accendere i riflettori internazionali sul sistema produttivo del Lazio capace di distinguersi per impegno e professionalità”.

Il lanciatore Vega made in Colleferro torna a volare

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