Iraq, Isis usa vecchia tecnica: indossano uniformi esercito per gli attacchi mortali

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Il 14 settembre, mentre il nord del Paese veniva gradualmente liberato dalla presenza degli uomini di Al Baghdadi, nei dintorni di Nassiriyah – nel governatorato meridionale di Dhi Qar – uomini dell’Isis portavano a termine tre diverse operazioni nel raggio di poche decine di chilometri, sulla direttrice che collega Baghdad con le province del sud, un’area a forte maggioranza sciita. A bordo di alcuni Suv e armati di granate e mitragliatrici, i miliziani hanno lasciato sul terreno 87 morti in un solo giorno. I superstiti degli attacchi come Hussein Al Shawili, scappato dal retro di un ristorante di Fadak, luogo della strage perpetrata dai terroristi, hanno raccontato un particolare ricorrente anche in altri attacchi dello stesso periodo: i miliziani erano tutti vestiti con uniforme militare, il che ha contribuito a cogliere di sorpresa le vittime. Se ne parla da alcuni giorni anche nel Parlamento iracheno: l’Isis sta pianificando altri attacchi nel sud, per “compensare” le perdite nel nord e nell’ovest del paese per mano delle forze di sicurezza irachene e delle milizie paramilitari sciite filo iraniane.

Per questo motivo, l’assemblea ha appena votato per rafforzare la sicurezza nella regione, mandando rinforzi, convogli militari e altre milizie nei check-point strategici. Il rafforzamento della sicurezza non ha, appunto, evitato che gli attacchi avvenissero e provocassero decine di morti. A Fadak, la scorsa settimana, è avvenuto il primo attentato, quando cinque miliziani in uniformi militari hanno sparato sulla folla in un’area commerciale, per poi rubare due macchine e darsi alla fuga verso sud. Una ventina di chilometri oltre, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia, facendo esplodere una macchina e uccidendo sia militari che civili. Sempre a Fadak, nelle stesse ore, l’attacco al ristorante nel quale si è salvato Hussein al Shawili, e nel quale due miliziani dopo aver sparato su alcuni militari si sono fatti esplodere all’esterno del ristorante, determinando la detonazione di alcune macchine parcheggiate che hanno contribuito ad innalzare il numero dei morti. Le azioni terroristiche hanno avuto anche delle conseguenze sulla gestione diretta della sicurezza: il ministro dell’Interno Qassim al Araji ha infatti nell’occasione rimosso dal proprio incarico il comandante responsabile dell’intelligence nell’area di Nassiriyah, arrestando per alcune ore anche il responsabile della controllo delle autostrade e delle perquisizioni. “Daesh ha mobilitato le sue cellule dormienti e sta tornando a fare uso delle vecchie tattiche, usando mezzi governativi e facendo indossare uniformi militari ai suoi uomini per sfuggire ai controlli di sicurezza nei check-point”, spiega un agente federale in condizioni di anonimato a Middle east eye. “Non ci sarebbero state tutte queste vittime se i servizi di sicurezza avessero agito professionalmente. I miliziani si sono spostati all’interno di tre province e nessuno li ha fermati, solo perchè indossavano uniformi militari. C’è anche un problema di cooperazione tra agenzie di sicurezza. “Chi è che chiederebbe mai il documento di identità ad un ufficiale dell’esercito o perquisirebbe il suo veicolo?”, si chiede sarcasticamente un altro agente di polizia intervistato. “Chi lo facesse, verrebbe arrestato per almeno cinque giorni, e se non venisse arrestato verrebbe comunque spostato e mandato a servire in un’altra area, o al limite verrebbe picchiato dallo staff di sicurezza dell’agente fermato.

 

Il Video si riferisce ad un attacco di uomini dell’Isis che indossano le uniformi dell’esercito. Hanno attaccato una base dell’Aeronautica irachena.

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