Italia-Cina, si apre la strada per un nuovo modello commerciale. Le paure per la sicurezza con il “5G”

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(di Massimiliano D’Elia) La delegazione del presidente cinese Xi Jinping è composta di almeno 500 persone. Sono state incrementate all’inverosimile le misure di sicurezza nella capitale e i due cerimoniali sono sull’orlo di una crisi di nervi: si discute anche sul numero di penne da posizionare sui tavoli dei vari incontri.

Dopo varie peripezie, tra le varie anime della maggioranza di governo, il memorandum sulla nuova Via della Seta sarà firmato sabato prossimo per al termine  dei quattro giorni di visita di Stato.

Giuseppe Conte ha voluto tranquillizzare, con una dichiarazione, la titubanza di molti italiani: “L’accordo con la Cina è solo di carattere economico commerciale quindi pienamente legittimo. E porterà crescita per il Paese, con grandi utili per le nostre aziende di grande know-how nei grandi progetti in cantiere”.

Le preoccupazioni, tuttavia, non si allontanano dall’immaginario collettivo. Anche perchè è forte il risentimento dell’alleato storico americano. L’Italia sarà il primo Paese del G7 a firmare un memorandum con la Cina, sarà il precursore di un nuovo impulso commerciale dove la Cina dovrà per la prima volta misurarsi con le “regole europee sul commercio”. Molto probabilmente si creerà un modello commerciale valido anche per gli altri paesi europei. Dietro le paure americane per la sicurezza si cela il vero timore: lo spostamento radicale  dell’asse commerciale del vecchio continente verso il paese asiatico.

Le preoccupazioni americane, per ora, e della maggior parte del mondo occidentale si concentrano sugli accordi futuri che discenderanno dal “memorandum”. Per ovviare ad alcun dubbio si sta pensando  di organizzare gruppi di lavoro specializzati nella valutazione dei futuri accordi in funzione della legge che tutela gli interessi strategici nazionali “la Golden Power”.

Al riguardo, si è espresso anche  il ministro degli Esteri Moavero Milanesi da Bruxelles: “l’Unione Europea sta riflettendo su una estensione del Golden Power”, cioè del potere dello Stato di opporsi o porre un veto su determinate operazioni di natura straordinaria che riguardino settori strategici, tipo la sicurezza cibernetica.

I pericoli per la sicurezza cibernetica

I timori americani si basano su diverse valutazioni di carattere tecnico. Un esempio su tutti  sono i cavi sottomarini delle telecomunicazioni. Sono circa 400 e collegano tutti i continenti scambiando il 95 per cento dei dati a livello globale. Ma chi costruisce queste arterie “vitali” per le comunicazioni mondiali? Una delle aziende leader nel settore è proprio Huawei. Azienda cinese  accusata dagli Stati Uniti di spionaggio per conto della Cina approfittando dei suoi contratti per realizzare in giro per il mondo il 5G, la rete cellulare di prossima generazione.

La vicinanza di Huawei al governo cinese è un pericolo, secondo gli americani, perchè nei  sistemi che vende all’estero, potrebbe fare spionaggio informatico. Le prove al riguardo non sono mai state prodotte, tant’è che Huawei sta cercando di rivalersi in tribunale per ottenere uno sblocco dei contratti per il 5G. In Europa, Huawei ha stretto numerosi accordi per la costruzione delle nuove reti cellulari, ma diversi governi europei stanno ricevendo forti pressioni dagli Stati Uniti per rivedere i contratti e affidarsi ad altre società.

Come cambierà la nostra vita con la tecnologia  5G

Il 5G renderà tecnicamente possibile l’uso della realtà virtuale e aumentata nelle nostre città. Indossando opportuni visori, potremo visitare monumenti antichi vedendone le forme architettoniche originarie o passeggiare in luoghi lontani da noi migliaia di chilometri. Forse i nostri smartphone diventeranno pieghevoli e ci consentiranno di vedere film in 4K ovunque oltre a consentirci una comunicazione totale con tutti i nostri amici.

Anche coloro che si sono sempre dichiarati non interessati all’innovazione, percepiranno inevitabilmente il 5G dalla mutazione genetica di tutti i servizi dei quali usufruiscono ogni giorno. Lo percepiranno quando dovranno essere operati da robot chirurghi come “Da Vinci” che già esistono e che per lavorare in sicurezza avranno bisogno di tempi di comunicazione di pochi millisecondi: inferiori al tempo necessario allo stimolo nervoso per andare dalla punta del nostro dito al nostro cervello.

Penseranno al 5G quando le città saranno percorse da veicoli a guida autonoma che dovranno reagire in pochi millisecondi agli imprevisti che animano la nostra “umana” esperienza di guida. Si renderanno conto della sua silenziosa presenza quando gli oggetti di casa, le macchine utensili della fabbrica in cui lavora o gli oggetti in inventario nel negozio e in ufficio saranno connessi, catalogati, localizzati e in grado di comunicarci il loro grado di usura o la necessità di revisione. Ovviamente penseranno al 5G quando il loro cuore e i loro parametri vitali saranno continuamente monitorati e analizzati a distanza da algoritmi che individueranno tutti i fattori di rischio o quando saranno immediatamente riconosciuti dall’autobus, dall’aereo o dal treno che utilizzeremo per viaggiare. Pensate ad un qualsiasi servizio presente nella vostra esperienza di vita: il 5G, la possibilità di scambiare in tempi velocissimi enormi quantità di dati “Big Data” e di sottoporli istantaneamente ad algoritmi di “Intelligenza Artificiale” lo cambieranno radicalmente.

 

Italia-Cina, si apre la strada per un nuovo modello commerciale. Le paure per la sicurezza con il “5G”