La Merkel intervistata dal Corriere della Sera commenta il voto europeo

La cancelliera Angela #Merkel in un’intervista al “Corriere della Sera” esprime il suo perere sul recente voto europeo.

Sono contenta che l’affluenza alle urne in #Germania sia cresciuta rispetto alle precedenti elezioni europee, come in molti Paesi. Siamo diventati il partito più forte e ciò avrà il suo peso nella ripartizione degli incarichi in seno all’Unione Europea. E’ giusto riconoscere le conquiste dei Verdi, che si fanno portavoce delle crescenti preoccupazioni dei cittadini su come affrontare i cambiamenti climatici. Queste problematiche sono una sfida anche per il mio partito: occorre dare risposte migliori e dire con chiarezza che siamo pronti a rispettare gli impegni presi“.

Energia Nucleare

E’ giusto che i giovani alzino la voce e facciano notare alle vecchie generazioni quello che sta accadendo e quali potrebbero essere le ripercussioni sul loro futuro. Siamo stati capaci di raggiungere solo in parte gli obiettivi che ci eravamo prefissi. Ma quest’anno abbiamo incontrato difficoltà ad attenerci ai limiti del 2020, e ci siamo impegnati per il 2030. Non rimpiango affatto di aver abbandonato l’energia nucleare, sono convinta che non sia sostenibile a lungo termine. Abbiamo inoltre deciso di ridurre gradualmente la produzione di energia con le centrali a carbone, fino alla cessazione nel 2038. Certo è una bella sfida rinunciare sia al carbone che al nucleare e dovremo trovare soluzioni più idonee, ma possiamo farcela. In Germania le energie rinnovabili rappresentano una percentuale già considerevole del mix e ci proponiamo di aumentarla entro il 2030“.

Il monito di Trump

Ho preso atto della dichiarazione di Trump sulle autovetture tedesche, noi difenderemo le nostre ragioni. E’ giusto che abbiamo ottenuto il mandato dall’Unione Europea per avviare i negoziati commerciali con il governo americano. La Germania prenderà queste trattative molto seriamente. Il mio ragionamento è ovviamente che le automobili tedesche non sono costruite solo in Germania. Prendiamo la Bmw: la fabbrica principale è in Carolina del Sud; significa che la Germania ha investito molto di più in America, grazie alle sue aziende, di quanto non abbia fatto l’America in Germania. Sarà opportuno esaminare da vicino la questione, in quanto occorrerà tutelare posti di lavoro e di formazione in America. Poi i manufatti possono essere trasportati in tutto il mondo. Inoltre, occorre sottolineare come anche la Germania è aperta alle aziende americane. Siamo pronti ad accogliere tutti a braccia aperte“.

Olocausto e presidente Weizsacker

Ricordo che fu nel 40mo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale che il presidente federale tedesco Weizsacker pronunciò un  discorso sulla liberazione tedesca dall’Olocausto. All’epoca vivevo nella Repubblica democratica tedesca, la Germania era divisa, e di conseguenza quel discorso lasciò in noi un segno profondo. Mi parve una descrizione molto accurata e pertinente della situazione e la condivido ancora oggi. In Germania queste problematiche devono essere affrontate nel contesto del nostro passato: dovremo essere più vigili degli altri Paesi e sì, c’è ancora molto da fare. Abbiamo sempre avuto un certo numero di antisemiti, sfortunatamente; a tutt’oggi, non esiste in Germania una sola sinagoga o scuola materna per bambini ebrei che possa fare a meno della sorveglianza della polizia. Purtroppo non siamo riusciti a estirpare questi mali. Dobbiamo far fronte agli spettri del passato: dire ai giovani quali sono stati gli orrori della guerra per noi e gli altri, spiegare perché siamo a favore della democrazia, perché combattere l’intolleranza e non tollerare le violazioni dei diritti umani, e perché l’articolo uno delle nostre leggi — l’inviolabilità della dignità umana — è fondamentale per noi Occorre insegnare queste cose a ogni nuova generazione. E’ diventato più difficile, ma proprio per questo dobbiamo rinnovare il nostro impegno“.

Situazione migranti

Sono convinta che dobbiamo imparare a vivere in un certo equilibrio con i nostri vicini, e il continente africano fa parte del nostro vicinato. Per questo è necessario aiutare i popoli africani nei loro Paesi, in modo che non vengano spinti a emigrare. Sulla soglia di casa nostra c’è la Siria; in Iraq la situazione è ancora critica. Non abbiamo vigilato come avremmo dovuto, non abbiamo capito che i cittadini di quei Paesi non avevano lavoro, istruzione, né le cure necessarie, e questo li ha costretti ad affidare la loro vita ai trafficanti. In questa emergenza umanitaria, abbiamo offerto loro il nostro aiuto”. “Ma la situazione – aggiunge – non è sostenibile a lungo. Noi tutti, come Stati, abbiamo il dovere di gestire e guidare l’immigrazione. Non nel senso di chiuderci gli uni agli altri, ma nell’aiutarci ad affrontare queste emergenze umanitarie e nel creare nuove opportunità in quei Paesi. Lavoriamo a questo sin dal 2015, quando abbiamo firmato un accordo con la Turchia affinché fornisse aiuti ai rifugiati sul posto, ma abbiamo anche affrontato la lotta contro i trafficanti di esseri umani“.

La polemica con il ministro greco Varoufakis

La cancelliera Merkel è stata catastrofica ma ne sentiremo la mancanza, chiunque verrà dopo sarà peggio”.

Merkel: “Si tratta ovviamente dell’opinione del signor Varoufakis, con il quale sono stata spesso in aperto disaccordo. Resto dell’avviso che la Grecia diventerà un Paese prospero solo a condizione di attuare le riforme: ho lottato in questo senso, ma anche per mantenere la Grecia nell’eurozona. In Germania abbiamo un detto, ‘Molti nemici, molto onore’, e questo si riflette nell’opinione che Varoufakis ha di me. Mi sono sempre battuta per tutelare l’integrità dell’eurozona, ma senza scendere a compromessi sui nostri principi, facendo di ogni erba un fascio e rinunciando alle riforme“.

 

La Merkel intervistata dal Corriere della Sera commenta il voto europeo

| EVIDENZA 2, MONDO |