La prego Presidente chiudiamo tutto: i messaggi inviati a Conte dalla gente

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Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre più veloci domani, Tutti insieme ce la faremo”. 

Saranno chiusi fino al 25 marzo negozi, bar, pub, ristoranti, parrucchieri e reparti aziendali non indispensabili per la produzione. A rimanere aperti i tabaccai, i negozi di generi alimentari e le edicole. 

Nel momento di massima emergenza l’intera filiera dell’informazione continuerà ad operare quale presidio essenziale di servizio pubblico e di democrazia”, ha cominicato su Twitter il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella.  E’ di poche ore fa la notizia battuta dall’Ansa che chiude la sede de La Stampa di Torino: ”Un dipendente poligrafico della Stampa e’ risultato positivo al coronavirus. L’azienda ha subito informato le autorità competenti ed avviato il protocollo interno per mettere in sicurezza ambiente di lavoro, poligrafici e redattori. La redazione prosegue’ l’attività’ in modalità’ ‘smart working’, garantendo così’, come sempre, l’informazione web e cartacea ai propri lettori. L’attività’ in redazione riprenderà’ al termine delle attività’ di bonifica delle autorità’ sanitarie preposte”.

Una misura, quella appena varata dal Governo, che è stata presa a malincuore ha detto ieri sera in diretta facebook dal premier, Giuseppe Conte che ha anche ammesso di essere fiducioso di vedere i primi effetti fra un paio di settimane: “Ma derogare non si può più, perché il coronavirus non allenta la presa sul nostro Paese, il sistema sanitario rischia il collasso e il mondo ci guarda. L’Italia si sta dimostrando una grande comunità, unita e responsabile, afferma il premier. Stiamo dando prova di grande resistenza, diventeremo un modello per tutti. La decisione è maturara dopo l’ennesimo incontro con le forze di maggioranza. Ieri mattina Conte  sperava di non dover approvare un decreto ancora più estremo. «Non vorrei che questo dibattito pubblico chiedesse misure restrittive in modo parossistico e il Paese dovesse svegliarsi, un domani, con tutti gli altri interessi in gioco completamente esiliati”

Ma la spinta maggiore all’emanazione del decreto è stata data dal “grido” della Lombardia che ha implorato il Governo di  chiudere tutto, tanto i  messaggi della gente comune: “La prego presidente, chiudiamo tutto”. 

La doccia fredda quando l’Oms ha ammesso che ora è pandemia. Occorreva cedere, a questo punto, anche alle richieste del centrodestra che invocava più coraggio. Quindi al via il decreto con misure ancora più restrittive.

II premier ha anche annunciato la nomina di un commissario delegato all’emergenza con ampi poteri di deroga, che lavorerà sul fronte dell’acquisto e della distribuzione delle attrezzature sanitarie. La scelta è caduta sull’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, che lavorerà di concerto con la Protezione civile e con Angelo Borrelli. Così il premier Giuseppe Conte, al termine della diretta facebook: “Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo più in fretta da questa emergenza, il  Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli e grandi sacrifici”.  Il monito del Presidente ai tanti furbi che ancora si registrano nelle strade italiane.

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/videos/774559553071760/

Le nuove misure dal 12 al 25 marzo

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2.

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

Il Presidente della Regione con ordinanza di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, può disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.

Fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza.

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:
sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;

  1. siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  2. assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  3. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;  
  4. per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  5. in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
  6. Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

Commercio al dettaglio (allegato 1.)

Ipermercati, Supermercati, Discount di alimentari, Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari, Commercio al dettaglio di prodotti surgelati,  commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati, Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4), Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico, Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari, Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione, Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici,Farmacie, Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica, Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati, Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale, Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici, Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia, Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini, Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione, Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono, Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Servizi per la persona (allegato 2.)

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia, Attività delle lavanderie industriali, Altre lavanderie, tintorie, Servizi di pompe funebri e attivita connesse

 

La prego Presidente chiudiamo tutto: i messaggi inviati a Conte dalla gente