La strana sincronia della maggioranza: “Nello stesso giorno processo a Salvini e ai suoi decreti sicurezza”

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Una sincronia incredibile quella della maggioranza: nello stesso giorno mandano a processo Matteo Salvini per la vicenda Open Arms e poi puntellano le modifiche per i due decreti sicurezza, fatti dal leader leghista quando era ministro dell’Interno. Il testo definitivo sarà sottoposto all’attenzione delle autonomie locali, ma per l’approvazione in Consiglio dei ministri se ne riparlerà a settembre. 

(di Massimiliano D’Elia) Le multe milionarie  – da 150 mila fino a 1 milione di euro – alle navi Ong saranno cancellate. Il nuovo testo del decreto prevederà un allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria, di fatto negata dal primo decreto sicurezza che aboliva questa forma di aiuto, una delle tre possibili per i richiedenti asilo insieme all’asilo politico e alla protezione sussidiaria, sostituendola con una serie di permessi speciali della durata di un anno. L’intesa punta poi alla revisione del sistema di accoglienza Siproimi (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati) e dà la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale

Al riguardo si è pronunciata la Corte costituzionale dichiarando “irragionevole lo stop all’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo perchè non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza” e soprattutto provoca una “disparità di trattamento“, perché “rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.

La nuova narrativa della Lega

Matteo Salvini e la Lega ritornano, quindi, sulla scena con una nuova narrativa, persecuzione politica per via giudiziaria. A tenere calde le giornate la vicenda del governatore lombardo Fontana (camici sanitari donati alla Regione da una ditta del cognato) e la richiesta, accolta dal Senato, di processare Salvini che già il prossimo 3 ottobre dovrà presentarsi dinanzi ai tribunali siciliani. Una narrativa che piace e che può piacere soprattutto ai cittadini, quella di “martire giudiziario”, una narrativa che può far risalire i consensi, inesorabilmente calati di almeno 10 punti percentuali nell’ultimo anno. Non è un caso che  l’hashtag #iostoconsalvini  sia diventata virale nelle ultime ore.

Art. 40 del Codice Penale, l’affondo di Carlo Nordio

L’art. 40 del Codice Penale recita: “non impedire l’evento che si ha il dovere giuridico di impedire equivale a cagionarlo“. Il presidente del Consiglio del governo Conte 1 e tutti gli altri ministri sono quindi correi di Salvini, perchè non potevano non sapere. Un duro affondo lo ha fatto il magistrato Carlo Nordio sulle pagine de Il Messaggero: “E’ difficile spiegare a un osservatore disinteressato il copione da essa seguito per mandare a giudizio Matteo Salvini. Del quale ognuno può pensare tutto il male che crede ma che tuttavia per più di un anno ha governato, come prevede l’articolo 95 della Costituzione, sotto la direzione dell’attuale primo ministro. 

Salvini a suo tempo è stato indagato, ma il Senato ha negato la procedibilità, affermando che si trattava di un insindacabile attività politica. Cambiata la maggioranza di governo, ma sempre con lo stesso premier, il Senato decide ora in modo opposto su una situazione assolutamente identica. Le argomentazioni giuridiche di questo “revirement” sono una minuziosa bigiotteria di sofismi. Così è stato deciso, perché così faceva comodo decidere. Ancora una volta, il diritto, e la coerenza, si dimostrano vuote ed ingenue astrazioni”. 

Per quanto riguarda il presunto reato di sequestro di persona ,aggiunge Nordio, sul quale le stesse procure siciliane sono divise consisterebbe nell’aver tenuto a bordo di una nave per alcuni giorni qualche decina di migranti. E’un atteggiamento che può confliggere con la nostra solidarietà cristiana, ma che rientra nei poteri e nella responsabilità della gestione politica. Tanto è vero che Conte 2 ha segregato in casa per mesi 60 milioni di italiani, talvolta in condizioni analoghe a quelle dei migranti. 

L’affondo più duro Nordio lo fa quando parla di giudizio giuridico su Salvini che è stato irrimediabilmente compromesso dal dottor Palamara che in una telefonata con un collega Pm della procura di Viterbo aveva ammesso l’innocenza di Salvini ma aveva evidenziato la necessità di attaccarlo. 

Tornando al ragionamento iniziale se Salvini ha commesso il reato di sequestro di persona, enfatizza Nordio, il Conte (1) ne è corresponsabile per quello che si chiama concorso per omissione”. 

Matteo Salvini, dinanzi ai giudici potrà quindi chiamare quali testimoni tutti i membri del governo Conte 1, nessuno escluso e potrà fare una domanda lecita  ai pubblici ministeri siciliani: “Conoscete per Caso Palamara?”

 

 

La strana sincronia della maggioranza: “Nello stesso giorno processo a Salvini e ai suoi decreti sicurezza”