Ong tedesca, “Salvini fascista”.  Salvini, vostro equipaggio “ rassicurante direi…”

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Matteo Salvini ha parlato delle Ong, non appena ha saputo che due navi umanitarie di associazioni tedesche, ma con bandiera olandese, Seefuchs e Lifeline, si trovano di fronte alle coste libiche pronte a caricare migranti.  Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, lancia il suo monito con un post su Facebook seguito dall’hashtag #chiudiamo i porti. “Fascista”, la replica della Lifeline, poi cancellata da twitter. Salvini ha risposto su twitter,  mostrando la foto di un uomo con orecchini, cresta colorata da mohicano e capelli a coda, che opera sulla nave della ong.

Questo signore è nell’equipaggio della nave della ong tedesca che, in attesa di caricare immigrati, mi dà del ‘fascista’… Rassicurante direi”.

La linea dura di Salvini è seguita anche dai Cinquestelle: “le ong, ha detto il sottosegretario Vito Crimi, alimentano il traffico di esseri umani”. Il Ministro dei Trasporti Toninnelli, invece, ha chiesto all’Olanda di ritirare le due navi di fronte alla coste libiche.

Mentre la Cei invita a salvare “sempre” le vite, aggiungendo che l’Italia “non puo’ esser lasciata sola”. Il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli, invece, chiede l’intervento della Corte europea dei diritti umani: “qui si stanno violando convenzioni internazionali e trattati”. L’offensiva del titolare del Viminale contro quelli che sprezzantemente definisce “vicescafisti” prosegue dunque senza tregua. L’obiettivo finale e’ quello di eliminare le navi umanitarie dal Canale di Sicilia. Una strategia avviata già lo scorso anno dal suo predecessore Marco Minniti con il sostegno di alcune procure siciliane. Codice di condotta e sequestri giudiziari hanno cosi’ portato ad una drastica riduzione dei mezzi delle ong che nei primi mesi del 2017 erano stati responsabili del 40% dei salvataggi complessivi: delle 12 navi presenti in quel periodo si e’ scesi alle attuali 3-4.

La Replica delle Ong

Immediata è stata la risposta del portavoce di SeaWatch Giorgia Linardi: “Quello che sta succedendo oggi è il tentativo di cancellare la presenza di occhi liberi e indipendenti che raccontino quello che succede in mare“.

Il grido di allarme delle Ong. L’Italia è ormai terra inospitale per le navi umanitarie rimaste nel Mediterraneo che potrebbero essere spinte ad abbandonare l’attività come già fatto da altre negli ultimi mesi. Proprio la ong tedesca con la sua Sea Watch 3, martedì scorso ha rinunciato a prendere a bordo 42 migranti soccorsi dalla nave militare americana Trenton perchè da Roma non è arrivata l’autorizzazione a portarli in Italia. La nave ora ha lasciato la zona di soccorso e si trova a Malta. “La questione della responsabilità condivisa non si risolve chiudendo i porti e mettendo pressione perchè l’Ue apra i propri di porti, precisa la Lunardi.

Bisogna soccorrere chiunque venga trovato in difficoltà in mare, che venga dall’Africa o che sia il ministro Salvini. Per Riccardo Gatti, capo missione della spagnola Proactiva Open Arms, “questa criminalizzazione, l’attacco alle ong e le azioni volte a farci sparire sono andate crescendo: eravamo 12 ora siamo rimaste in 4” ed “anche la magistratura ci ha attaccato. C’è qualcosa di orchestrato in tutto questo ed è chiaro che  vogliono portare alla scomparsa delle ong” e questo è “uno scenario che ci fa paura: non è solo l’attacco a noi in mare, ma anche agli italiani, perchè si sta mentendo e si stanno mettendo in atto azioni repressive”. Da parte sua, la presidente di Msf Italia, Claudia Lodesani, sottolinea che “le navi delle organizzazioni non governative sono scese in mare quando è finita la missione Mare Nostrum, con il Mediterraneo che si era trasformato in una tomba per oltre 1.200 persone in una settimana. Siamo lì perchè non c’è l’Europa”. E la distinzione tra i soccorsi delle ong e della Guardia Costiera “è una falsa contrapposizione”, perchè “le navi delle ong effettuano i soccorsi sempre in coordinamento con la Guardia Costiera. Ed infatti a bordo dell’Aquarius c’erano 400 persone precedentemente soccorse dalla Guardia Costiera italiana.

Nel frattempo Valencia si prepara ad accogliere i Migranti della Aquarius con un grande cartello ‘Welcome home’, che è stato issato nel porto della città spagnola. Il messaggio è scritto in diverse lingue, compresi catalano e arabo. La Aquarius, insieme alle navi Dattilo e Orione che la stanno scortando, dovrebbe arrivare a Valencia fra le 6 e mezzogiorno di domenica. Da quando la Spagna ha messo a disposizione il porto di Valencia per accogliere i Migranti della Aquarius, a seguito del rifiuto di Italia e Malta, le autorità della città hanno ricevuto oltre 2mila chiamate e messaggi da parte di persone che offrivano aiuto.

La Spagna è il terzo Paese di accesso in Ue via mare per i Migranti, dopo l’Italia e la Grecia. Da venerdì circa un migliaio di Migranti sono arrivati nel sud del Paese a bordo di imbarcazioni di fortuna, tra cui fragili gommoni.

 

 

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