Ma quale rimpasto, i ministri non si dimetteranno e allora sarà “caos”

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(di Massimiliano D’Elia) Ieri sera a Palazzo Chigi vere e proprie consultazioni. Il M5S si è presentato con Vito Crimi, Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli. Nessuno ha voluto parlare di rimpasto. Su Facebook, Di Maio: “Parlare di poltrone davanti a una crisi come quella che stiamo vivendo è surreale. Abbiamo chiesto rispetto su misure molto importanti come il rinnovo dell’ecobonus, il conflitto di interessi, lo stop alle trivelle e l’abbassamento delle tasse. Sono punti per noi centrali e ci batteremo facendo sentire il nostro peso in Parlamento”. 

Il Pd a seguire si è presentato da Conte con Nicola Zingaretti, Andrea Marcucci, Graziano Delrio, Dario Franceschini, Andrea Orlando e Cecilia D’Elia. Zingaretti al termine dell’incontro ha assicurato che non è stato posto il tema del rimpasto evidenziando che da settimane il Pd chiede di sbloccare i dossier fermi, dalla legge elettorale alle riforme costituzionali e alle crisi industriali (Alitalia, ex ilva, Autostrade) per poi  siglare un vero e proprio patto di fine legislatura. “Occorre mettere sul tappeto, precisa Zingarettii temi e i nodi per un rilancio dell’azione di governo; dai temi dell’agenda sodale, del lavoro, del delle imprese ma anche la grande questione della sanità”.

Il Colle sta seguendo con molta attenzione ed apprensione la fase “calda” in cui si sta trovando il governo Conte bis. Non si nascondono le preoccupazioni anche se Mattarella, secondo i quirinalisti, sarebbe pronto anche ad accettare un rimpasto veloce che rafforzi la squadra di governo, con successivo passaggio parlamentare per la fiducia. Ma il rimpasto significherebbe che alcuni ministri si dovrebbero dimettere di loro sponte perchè la Carta Costituzionale non prevede la revoca dai mandati. Qui il vulnus, un incidente di non poco conto. La soluzione potrebbe essere quella di avviare una crisi di governo pilotata con Conte che sale al Quirinale per rassegnare le dimissioni e ricevere l’incarico per un Conte ter. Tutto facile? Pen niente perchè c’è ancora l’incognita Matteo Renzi, che non ha fatto ancora capire il suo punto di arrivo. Rimpasto, elezioni anticipate in piena pandemia? In caso di Conte ter, Renzi può contare su una nutrita compagine di senatori del suo partito in grado di bocciare in Aula il nuovo esecutivo contiano. Forse Matteo Renzi punta solo a far capitolare l’avvocato pugliese? A sussurrarglielo potrebbe essere lo stesso Matteo Salvini che non a caso parla già della ricerca di una nuova maggioranza per traghettare il Paese nella fase più delicata, l’avvio del piano vaccinale e la suddivisione in capitoli di bilancio dei 209 miliardi del Recovery Plan europeo. Una maggioranza con Renzi dentro? La Meloni si farebbe ricoverare per coliche renali. Vedremo….

Renzi però, riporta il Sole24Ore,  diceva ieri sera ai suoi fedelissimi: “Conte sarà capace di prendere in mano i dossier e imporre un cambio di passo? Ci sono solo pochi giorni, se non avremo risposte subito dopo il sì alla legge di bilancio usciremo dal governo”.

Oggi all’ora di pranzo Matteo Renzi salirà a Palazzo Chigi, sapremo forse, ma dubito, le vere intenzioni del Senatore di Rignano.

Ma quale rimpasto, i ministri non si dimetteranno e allora sarà “caos”

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