Meloni dal Quirinale: “in piazza a Montecitorio durante il giuramento del Governo dell’inganno”

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(di Massimiliano D’Elia) Oggi seconda giornata di consultazioni con il dente avvelenato di Giorgia Meloni che dal Quirinale, durante l’incontro con la stampa dopo l’incontro con Mattarella, invoca la piazza: appuntamento a Montecitorio durante il giuramento del governo giallo-rosso.

Così il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia #Meloni:  “Abbiamo ribadito la nostra posizione chiara e semplice. Per noi l’unico o sbocco possibile è lo scioglimento immediato delle Camere ed il ritorno alle urne. Abbiamo chiesto a Mattarella di valutarlo anche nel caso in cui M5S e Pd confermassero la loro volontà di procedere verso il ‘patto della poltrona’, che è un inganno. Scenderemo in piazza se questo governo dovesse nascere: a piazza Montecitorio il giorno della fiducia. L’invito anche ai delusi dei partiti che fanno il contrario di quello che avevano promesso. Noi siamo dalla parte della democrazia“.  La Meloni ha, anche, chiarito che si tratta di nulla di eversivo. E’ previsto dalla Costituzione il diritto degli italiani di poter manifestare il proprio dissenso. Poi ha anche citato l’art. 1 della Costituzione dove cita che la sovranità appartiene al popolo.

Leu, disponibili ma governo sia di svolta – “Abbiamo confermato la nostra disponibilità a verificare le condizioni per dare vita a un nuovo governo di svolta. Non abbiamo posto nessun veto nè pregiudiziale sui nomi“. Lo dice al Quirinale Federico Fornaro, capogruppo di Leu.

Unterberger, nasca governo moderato – “Ci auguriamo che nasca un nuovo governo con una forte inclinazione europeista, un’attenzione particolare per le minoranze linguistiche e le regioni a statuto speciale, con una parte significante di moderati”. Lo ha detto al Quirinale Julia Unterberger, presidente del gruppo per le Autonomie al Senato. “Ho anche sottoposto la mia preoccupazione per il fatto che si parli solo di ministri maschi: l’Italia oggi dovrebbe avere una quota rappresentativa di donne nel nuovo governo“.

Svp, per ora astensione poi vedremo – “Alla fiducia ci asterremo e poi ci regoleremo di volta in volta: non diamo la fiducia in partenza al governo non escludendo la possibilità di un appoggio esterno senza poltrone“. Lo dice al Quirinale il rappresentante della SVP nel gruppo per le Autonomie al Senato.

La trattativa non è affatto semplice specialmente perchè, Luigi Di Maio sta alzando sempre di più l’asticella, con richieste al limite della negoziazione. I punti fermi di Di Maio sono Giuseppe #Conte a Palazzo Chigi, già digerito dal Pd e lui stesso vice premier, nota dolente quest’ultima che sta ritardando l’intesa. Oggi la novità: Di Maio ha detto, in una nota dal Blog delle Stelle, che fra una settimana il MoVimento consulterà la Piattaforma Rousseau. Panico assoluto perché in molti pensano  che Mattarella non accetti una tale provocazione, ovvero condizionare un governo scelto dalle forze politiche del Parlamento, quello giallo – rosso, al voto della base del M5S. Mattarella potrebbe quindi favorire la nascita di un governo elettorale mandando in archivio il tentativo di un governo giallo-rosso.

Il nodo Rousseau

Uno dei punti più ad alta tensione è la scelta di consultare i 100mila iscritti alla Piattaforma Rousseau. Una possibilità che vedrebbe, a dire di Casaleggio, un ostacolo nel regolamento che prevede la consultazione, dopo un preavviso di 24 ore. All’interno del Movimento non proprio tutti sono favorevoli alla consultazione su Rousseau, considerati  i toni dei commenti di milioni di follower sui social: il timore è che Rousseau certifichi l’alleanza con il Pd non gradita dalla base, facendo fallire gli auspici di Beppe Grillo e forse anche di Giuseppe Conte.

Ieri sera, come detto, la svolta, così sul Blog delle stelle “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani completerà il secondo giro delle consultazioni e ascolterà le valutazioni dei gruppi parlamentari delle varie forze politiche. Il MoVimento 5 Stelle ha messo sul piatto dieci punti per l’Italia come base per qualsiasi discussione. Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente domani potrebbe essere incaricato dal Presidente Mattarella. Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza. Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseau dagli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle”, precisa il capo politico, aggiungendo che “il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana. Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola“. 

La notte dei lunghi coltelli all’interno del Movimento

Nel Movimento iniziano a sentirsi i primi scricchiolii, Non è vero che sono un monolite intorno al proprio capo politico. Si iniziano a delineare le correnti interne. Beppe Grillo con Roberto Fico guidano l’ala favorevole ad una giravolta a sinistra. Casaleggio e Di Battista non disdegnano un ritorno con la Lega, ovvero ritornare alle elezioni. Luigi Di Maio ha come unico punto fermo quello di riacquistare peso sia all’interno del Movimento sia con gli elettori. Il pericolo maggiore per Di Maio è proprio Giuseppe Conte, definito da Beppe Grillo “l’elevato, una perla rara”, con il chiaro intento di affidargli, prima o poi, la guida politica del Movimento delle Stelle. Luigi Di Maio, quindi, starebbe facendo proposte indecenti a Zingaretti con l’intento di far saltare il tavolo, sostengono in molti, per poi tornare con la Lega di Matteo Salvini e fare fuori proprio Giuseppe Conte, atteso che Alessandro Di Battista e Roberto Fico sono già stati messi all’angolo. Non a caso è di pochi minuti fa la dichiarazione di un fedelissimo di Di Maio: “Toccare Luigi Di Maio e equivale a toccare tutto il M5S. Non si può vincere con chi non si arrende mai. Si parli di contenuti, di proposte per gli italiani, di merito“. Lo scrive su Twitter il sottosegretario Stefano Buffagni.

La lettura dell’alleanza giallo-rossa

Formare un governo con il Pd decreterebbe la morte prematura del Movimento 5 Stelle. La base non capirebbe una giravolta di 360 gradi, un’alleanza con il nemico storico, il Pd, considerato capofila dei partiti del Sistema, proprio di quella scatoletta di tonno che volevano aprire. 

La battaglia fraticida all’interno del Pd  

Per quanto riguarda il Pd, è palese che vi è una lotta interna. Nicola Zingaretti rischia di scomparire dalla scena, semmai andasse al Governo con il M5S. Questo è quello a cui probabilmente mira Matteo Renzi, mettere sulla graticola il segretario di partito con un governo “non dalle lunghe prospettive” che verrà ricordato per la manovra finanziaria più lacrime e sangue della storia. Con un solo colpo Matteo Renzi si sbarazzerebbe di Nicola Zingaretti e del Movimento 5 Stelle e avrebbe anche il tempo di riorganizzarsi per la prossima tornata elettorale.

La saggezza di Mattarella

La situazione generale rimane, pertanto, molto fluida, la parola questa sera  al nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sperando nella sua riconosciuta  saggezza istituzionale.

 

Meloni dal Quirinale: “in piazza a Montecitorio durante il giuramento del Governo dell’inganno”