Libia: “La missione Sophia ora serviva, peccato che non ha più le navi”

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L’Italia con la missione Ippocrate non si muove dalla Libia. Tra diplomatici e militari 500 sono gli italiani che non hanno lasciato il paese africano.

L’Onu sta spingendo per  far ritirare Haftar ed avviare la conferenza di Gadames il 14 aprile. L’Italia con Giuseppe Conte e l’ambasciatore italiano a Tripoli Giuseppe Buccino e l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, Federica Mogherini, stanno cercando in tutti i modi di intervenire per far desistere il generalissimo Haftar dall’avanzata sanguinaria.

La situazione sul terreno

Il missile lanciato ieri dalle milizie di Haftar contro un hangar dell’aeroporto internazionale di Tripoli Mitiga era probabilmente diretto a colpire aderenti alla milizia salafita che non è passata con l’esercito di Bengasi ma poteva causare una strage se avesse colpito un aereo con pellegrini diretti alla Mecca.

Sul fronte delle possibili ripercussioni per le partenze di migranti c’è da segnalare che l’Oim (Organizzazione internazionale dei migranti) non ha abbandonato il Paese. Una guerra a lungo termine potrebbe comportare dei rischi sull’aumento dei flussi migratori. E’ ancora attivo il “ponte di solidarietà” e un altro progetto per 50 milioni di euro finanziato insieme all’Unione europea che prevede di fornire assistenza e aiuti anche economici alle comunità del Nord Ovest e del Sud ma soprattutto a quelle città sulla costa come Zwara e Gasr la cui popolazione ha spesso collaborato con le organizzazioni dei trafficanti di esseri umani.

Missione Sophia

La missione europea Sophia ora sarebbe servita invece non ha più il dispositivo navale. Dallo scorso aprile solo sei velivoli di vari contingenti europei sorvegliano le acque libiche e le piattaforme petrolifere dell’Eni.

La missione che ha il suo quartier generale a Roma-Centocelle prosegue, comunque,  l’attività addestrativa a terra per la Guardia costiera libica.

L’Alto rappresentante della politica estera e di difesa Ue Mogherini ha ricordato ieri che l’Ue «non ha mai considerato la Libia un Paese sicuro e gli ultimi eventi tristemente ce lo ricordano». La Mogherini ha spiegato che l’attività di addestramento dell’operazione Sophia dei guardacoste libici prosegue sottolineando in particolare l’importanza che si attribuisce alla componente dei diritti umani.

Ieri l’ambasciatore italiano Buccino, ha incontrato  il premier Fayez al-Sarraj che «ha confermato il rifiuto da parte del proprio Paese dell’aggressione a Tripoli e della minaccia che essa rappresenta per la vita dei civili, sottolineando la necessità di un ritorno dell’esercito da dove è venuto».

Il ministro degli esteri italiano Moavero Milanesi ha confermato  il forte sostegno italiano agli sforzi del rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Salame.

Nel frattempo in Italia aumentano le tensioni all’interno del governo proprio sulla gestione del dossier Libia. La Lega accusa il ministro della difesa Trenta di immobilismo, nonostante le informative lanciate più volte dalle agenzie di Sicurezza italiane.

 

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