Nazionalismo economico per difendere l’Italia

Secondo quanto dichiarato Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo economico, è necessario difenderci e tornare al nazionalismo economico .

E’ questo il messaggio che emerge dalle parole pronunciate dal Ministro durante un intervista rilasciata al settimanale Tempi che sarà in edicola domani.

Nell’intervista, Calenda dopo aver valutato il Piano Industria 4.0 in quasi 20 miliardi in tre anni afferma:  “Che ci piaccia  no il nazionalismo economico torna prepotentemente alla ribalta insieme al protezionismo. Mercati aperti e condizioni di reciprocità sono fondamentali per noi e dobbiamo sostenere le ragioni di relazioni economiche internazionali governate da questi princìpi, ma dobbiamo essere anche in grado di difenderci adeguatamente”. “Per costruire sviluppo e benessere – ha aggiunto – l’Italia deve rimettere al centro un solido programma di politica industriale fondato su innovazione e internazionalizzazione. Il Piano industria 4.0, che vale quasi 20 miliardi di euro in tre anni, è fondato su incentivi fiscali automatici, che escludono intermediazione politica e che premiano chi investe indipendentemente dal settore o dalla tecnologia. È un’impostazione che sottende una profonda fiducia nella capacità delle imprese di fare il proprio lavoro senza inutili interferenze dell’amministrazione pubblica”.

Secondo Calenda, “Qualsiasi spazio di manovra che venga da una revisione dei vincoli di bilancio non può essere sprecato in tagli fiscali a pioggia, ma deve essere concentrato in modo mirato su investimenti, abbattimento del cuneo fiscale anche per favorire nuove assunzioni e sul rafforzamento di un ammortizzatore universale contro la povertà”.

Foto: universome.unime.it

 

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