Problemi di stipsi? No, grazie

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Il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino, consiglia 2/3 litri d’acqua al giorno per combattere la stitichezza

L’estate e le vacanze sono sinonimo di lunghi viaggi, cambiamenti, caldo e abitudini alimentari altalenanti. Tutti questi fattori portano ogni anno milioni di Italiani a dover affrontare un fastidioso problema, l’irregolarità intestinale. Sono soprattutto le donne a soffrirne a causa delle frequenti oscillazioni ormonali estive che rendono ancora più faticoso questo periodo.

Per combattere i fastidi legati alla stipsi uno degli alleati fondamentali è sicuramente l’idratazione.

Diversi studi  hanno evidenziato come un maggiore consumo di acqua possa contribuire a regolarizzare l’intestino. Le persone, in salute, ma con minori livelli di idratazione possono, infatti, iniziare ad avere problemi di stipsi più facilmente.

“Per cercare di alleviare questo problema sicuramente un valido aiuto viene dall’acqua.” Spiega il Dottor Alessandro Zanasi, membro dell’Osservatorio S. Pellegrino e docente all’Università di Bologna. “Un’adeguata idratazione, soprattutto nei periodi più caldi, è una delle migliori soluzioni, non solo per garantire il benessere di tutto il corpo, ma anche per aiutare l’intestino a svolgere regolarmente le proprie funzioni. L’acqua facilita la stimolazione dei processi digestivi aumentando così la velocità di svuotamento dello stomaco e favorendo il transito intestinale. 2/3 litri d’acqua al giorno possono quindi aiutare a contrastare questo fastidioso disturbo”.

Anche il lockdown può aver contribuito alla manifestazione di alcuni disturbi intestinali. Stare seduti per lunghe ore, mantenere uno stile di vita sedentario, insieme a stress e ansia, possono causare stasi delle feci e costipazione.

Rimanere ben idratati, avere una dieta ricca di fibre e abbinare ad uno stile di vita sano una buona attività fisica, sono stimoli importanti per il metabolismo e aiuti fondamentali per “far muovere nuovamente le acque”.

Problemi di stipsi? No, grazie