Scarcerazioni facili, Ardita da Giletti:”C’è stata una specie di bandiera bianca dello Stato”

(di Massimiliano D’Elia) Il magistrato, Sebastiano Ardita: “rivolta carceri, c’è stata una specie di bandiera bianca dello Stato“. Intervistato da Massimo Giletti durante il programma televisivo “Non è l’Arena“, il magistrato Ardita, consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura ha parlato della famosa circolare ministeriale con cui sono stati mandati ai domiciliari circa 500 detenuti (molti in regime di 41 bis) e della vicenda del magistrato Di Matteo con il ministro Alfonso Bonafede.

La circolare ministeriale che ha creato un vero e proprio terremoto politico e che è costata una mozione di sfiducia al Guardasigilli è stata firmata in tutta fretta un sabato, il 21 marzo scorso dalla funzionaria di turno. Tale  circolare  ha imposto a provveditori e direttori degli Istituti penitenziari di comunicare con solerzia alle autorità giudiziarie i nominativi di detenuti affetti da patologie con il ‘rischio’ di complicanze per ‘eventuali determinazioni di competenza’. La circolare conferiva alla magistratura di sorveglianza la responsabilità della scarcerazione di condannati, tra cui anche quelli incarcerati per mafia”.

Una circolare che, a dire del dott. Ardita, doveva  essere firmata  dal “funzionario titolare” e non da quello di turno di quel sabato che, nello specifico, si è sempre occupata di “cerimoniale”. L’affermazione del  magistrato poiché fu proprio lui ad istituire  il turno del fine settimana, quando era al Dap. E’ stato lì per nove anni.  Ardita precisa anche che nei regolamenti interni è scritto cosa può fare il funzionario di turno, una specie di blindatura tendente a corcoscriverne le attvità: “può firmare solo trasferimenti urgenti per motivi di salute o giudiziari”. Una circolare di tale portata, in grado di innescare  “gravissime conseguenze politiche, ma anche di ordine pubblico”, doveva essere accompagnata da un “appunto” al Capo Dipartimento, ma sarebbe stato meglio al Capo di Gabinetto se non proprio al ministro stesso, precisa il magistrato.

Ardita prova poi ad analizzare i fatti. A seguito della rivolta delle carceri del marzo scorso dove persero la vita 14 detenuti con  tanti agenti penitenziari  feriti, “c’è stata una specie di bandiera bianca dello Stato” . Sarebbe improvvido parlare di una trattativa vera e propria, ma di un’attività di distensione tra le parti potrebbe essere plausibile. In tutta la vicenda l’urgenza della firma di un provvedimento “detonante” in quel sabato mattina da parte del funzionario di turno,  senza che nessuno, ai piani alti, se ne assumesse la paternità è a dir poco sconcertante. Ancora più sconcertante che giornali e telegiornali non abbiano riportato una notizia del  genere. Tanto che, ad un certo punto, gli ospiti di Giletti hanno parlato di volontà di insabbiare una storia, molto ma molto buia. Ardita ha anche parlato della volontà da parte di Cosa Nostra di smantellare il 41 bis.

Il magistrato Ardita ha parlato anche della mancata nomina di Di Matteo quale  capo del Dap. “Conosco Di Matteo, è uno che fa rispettare le regole, conosce l’ambiente carcerario e soprattutto lavora con umiltà come tanti ex capi del Dap che hanno operato con la schiena dritta”. Oggi, afferma Ardita, si preferisce una “dirigenza di complemento”.

Ci auguriamo che le due vicende non siano collegate da una regia esterna, ci auguriamo che l’incompetenza e la superficialità degli attori siano all’origine di “orrori” del genere.  Gli italiani meriterebbero delle spiegazioni per continuare a fidarsi dello Stato. Un ringraziamento particolare va al collega Massimo Giletti che con le sue inchieste riesce a far emergere a “galla”………

L’INTERVISTA DI MASSIMO GILETTI AL DOTT. SEBASTIANO ARDITA

 

MINISTRO BONAFEDE AL SENATO DELLA REPUBBLICA IN SEGUITO ALLA MOZIONE DI SFIDUCIA

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Scarcerazioni facili, Ardita da Giletti:”C’è stata una specie di bandiera bianca dello Stato”