Vicini alla “Fase 2”, con molta prudenza già dal 4 maggio

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II presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, così come aveva preannunciato, ha consultato il comitato tecnico scientifico per ricevere indicazioni sulla “fase 2”, ovvero sulla riapertura graduale delle attività produttive del Paese. Durante l’incontro il premier ha voluto precisare: “La tutela della salute resta al primo posto, però i motori del Paese non possono restare spenti troppo a lungo”.

La priorità in questa fase dell’emergenza è quella di elaborare un programma sulla “fase 2“, in stretto coordinamento con esperti di modelli organizzativi del lavoro, sociologi, psicologi e  statistici, per arrivare a modelli sicuri di convivenza con il virus.

L’idea è quella di dare il via all’apertura di alcune aziende già a partire dal 15 aprile. Dal 4 maggio si potrebbe pensare all’apertura lenta e graduale delle altre attività con un allentamento generale sulla  quarantena dei cittadini. L’unica cosa certa è che dovranno continuare le misure di distanza sociale e l’utilizzo di mascherine e guanti protettivi. Tra le misure allo studio l’utilizzo dei test sierologici per scovare gli immuni all’infezione e il tracciamento delle persone tramite applicazioni dedicate. Gli esperti, però, secondo Corsera, sono stati categorici sull’apertura di asili, scuole e università: “se ne riparlerà a settembre”.

Il premier Conte e gran parte dei decisori politici sono preoccupati per la tenuta psicologica dei cittadini, per l’ordine pubblico e per l’impatto delle chiusure sull’economia. Ora, precisa Conte, visto che la curva dell’epidemia si è stabilizzata occorre porre maggiore attenzione e mantenere prudenza e rigore.  Sulla stessa linea il ministro Luigi Di Maio: “se sbagliamo i tempi delle riapertura, ritorniamo al punto di partenza”.

Nei prossimi giorni il capo del Governo si rivolgerà nuovamente ai cittadini per annunciare un nuovo decreto che proroga i divieti di spostamento ma inizia a parlare di un parziale via libera alla riapertura di alcune aziende, già a partire dalla prossima settimana.

Tra le indicazioni del Governo ci sarà quello di  privilegiare sempre più lo smart working.  Il metro di distanza dovrà essere sempre garantito, quindi anche lo spazio tra le postazioni lavorative. Stessa distanza dovrà continuare ad essere rispettata anche all’interno dei negozi tra i clienti (non solo nei negozi alimentari). In ogni attività commerciale sarà necessario mettersi in coda ed entrare in maniera contingentata.

Le prime riaperture comunque potrebbero riferirsi a  librerie e  cartolerie. A seguire sarà privilegiata  la riapertura di attività produttive a basso rischio, secondo la  graduatoria dei codici Ateco. Agricoltori, edili e cassieri sono categorie a basso  rischio, camerieri d’albergo, addetti alle mense e parrucchieri, sono invece, quelli che rischiano di più.

 

 

Vicini alla “Fase 2”, con molta prudenza già dal 4 maggio