A Mosca una parata sottotono ma non  fidatevi dell’orso russo, l’ultima “zampata” potrebbe essere letale

(di Massimiliano D’Elia) Una parata quella del 9 maggio a Mosca in tono minore, pochi i mezzi militari, sono solo un ricordo gli assetti che minacciosamente sfilavano prima della guerra. Una dimostrazione plastica e drammatica che denota i danni subiti dall’esercito in Ucraina. Ad evidenziare la probabile decadenza delle forze armate (parliamo solo dei mezzi corazzati dell’esercito) la lenta e grottesca sfilata del carro armato T-34 risalente alla guerra fredda. Non si comprende il perchè. Non si trattava di una parata di mezzi storici. Un indizio che dovrebbe stimolare gli analisti occidentali, visto che il Cremlino è molto attento a lanciare segnali precisi, nascosti dalla propaganda. Perchè mostrare a mezzo mondo una tale evidente debolezza? Inefficienza degli apparati di comunicazione, o pura strategia? Vedremo!

Al netto delle fantasiose considerazioni, spesso di parte, non bisogna farsi illusioni perchè il potenzionale bellico di Mosca non è ridotto al lumicino, anzi… Ricordiamo che è intatto il suo potere aerospaziale e quello più detterrente, quello nucleare, forte di 6257 ordigni, suddivisi in tattici e strategici. Per non parlare della capacità apparentemente illimitata di sparare proiettili e di lanciare pericolosi droni killer iraniani grazie alla collaborazione industriale e di materie prime rifornite da paesi terzi come la Corea del Nord, l’Iran, un cospicuo numero di paesi africani ed uno sparuto ma significativo numero di aziende cinesi dell’alta tecnologia. L’Ue in queste ore starebbe decidendo di imporre sanzioni a tutti i paesi e le aziende straniere che aiutano la Russia nello sforzo bellico.

Non illudiamoci. L’orso russo potrebbe utilizzare, semmai lo volesse davvero, solo parzialmente le sue risorse strategiche militari per annientare l’avversario. Una situazione che dovrebbe indurre i potenti della terra, Usa e Cina in testa ad imporre la fine della guerra. Gli osservatori sostengono, tuttavia, che si combatterà almeno fino alla fine del 2023 nella speranza di indebolire la Russia e soprattutto di ricomporre l’ordine mondiale oggi in fermento per via delle velleità cinesi nell’area dell’Indo-Pacifico. Solo che, così facendo stiamo spingendo la Russia ad abbracciare il dragone cinese, penalizzando le ambizioni economiche europee che in Mosca vedevano un fiorente mercato da inglobare nel sistema comunitario. Nel frattempo la dipendenza energetica dalla Russia è stata in parte sostituita con il costoso GNL americano.

Contro la Russia è stata scatenata una vera guerra ma abbiamo sconfitto il terrorismo”. Così il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso per il giorno della vittoria.

L’Occidente provoca conflitti sanguinosi, semina i semi della “russofobia” e pretende di “dettare le sue regole a tutte le nazioni”, ha tuonato il presidente russo nel suo discorso. L’Ucraina “è diventata ostaggio nelle mani dell’Occidente”, ha aggiunto, e “le élite occidentali hanno dimenticato quelle che furono “le conseguenze delle pretese naziste di dominare il mondo”.

Il futuro della sovranità russa dipende dai partecipanti all’operazione militare speciale“, ha enfatizzato il presidente russo secondo quanto riporta la Tass. Putin ha definito “criminale il regime di Kiev” e “il popolo ucraino è diventato ostaggio del colpo di stato, dei piani dell’occidente, questa è la causa dell’attuale catastrofe in Ucraina”.

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Il presidente russo Vladimir Putin ha chiuso il suo discorso sulla Piazza Rossa inneggiando “alla vittoria”. “Niente è più forte della nostra unità“, ha affermato Putin.

“In memoria dei figli, dei padri, dei nonni” e di altri parenti, ha detto chiedendo un minuto di silenzio. Sia la folla che i leader nella Piazza Rossa hanno osservato il silenzio mentre si sentiva il ticchettio di un orologio per ogni secondo che passava.

La civiltà “è di nuovo ad un tornante cruciale e una guerra è di nuovo scatenata contro la Russia, ma il paese sarà in grado di garantire la sua sicurezza”, ha anche detto il presidente russo, secondo quanto riporta la Tass. “Una vera e propria guerra è stata scatenata di nuovo contro la
nostra madrepatria, ma abbiamo respinto il terrorismo internazionale e saremo anche in grado di difendere gli abitanti del Donbass e di garantire la nostra sicurezza”.

A Mosca una parata sottotono ma non fidatevi dell’orso russo, l’ultima “zampata” potrebbe essere letale

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