Autonomia Regionale e la “supercazzola” del Movimento: ” un’operazione verità sulle autonomie che passi attraverso un’indagine conoscitiva piuttosto articolata

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“Io mi aspetto che, se partecipo a una riunione, questo serva a portare le cose avanti…”.  Così Salvini ha lasciato in anticipo il vertice con il premier Conte e l’altro vice premier Di Maio.

(di Massimiliano D’elia) Il mini vertice tra Conte, Di Maio e Salvini non ha portato a nessuna novità sostanziale. Autonomie regionali ancora in alto mare, revoca delle concessioni ad Autostrade, non è dato sapere e  Consiglio dei ministri – di questa sera – in forse. Matteo Salvini, contrariato, è andato via prima del termine per recarsi in trasmissione da Bianca Berlinguer su Rai3. In diretta si è limitato a dire :”lavori in corso”, noi siamo pronti.

La giornata comunque, sin dalle prime ore, ha evidenziato un certo nervosismo tra i due schieramenti della maggioranza.

Il motivo è la decisione sulle autonomie regionali, cavallo di battaglia della Lega che però è rallentato dal M5S, con l’aiuto di Giuseppe Conte, che ha glissato l’argomento dicendo, “troppo costoso”. Per i 5 Stelle, invece, è un provvedimento che rischia di aumentare ulteriormente il divario tra Nord e Sud.

Ieri mattina, fulmini a ciel sereno. Sul  Quotidiano del Sud le parole della presidente stellata della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco hanno creato la tempesta perfetta. La deputata ha chiesto, come già aveva fatto domenica la ministra Barbara Lezzi, “un’operazione verità” sulle autonomie che passi attraverso “un’indagine conoscitiva» piuttosto articolata”. Una specie di “supercazzola“, parafrasando le memorabili performance di Ugo Tognazzi.

Salvini è rimasto basito e con i suoi afferma: “è come se fino a questo momento nessuno avesse fatto nulla. Dopo un anno abbondante che ne parliamo, ripartiamo da zero con una bella indagine conoscitiva…”.

Il secondo motivo di stupore, per i leghisti, scrive Il Corriere della Sera, è che in mattinata era arrivata la richiesta dei 5 Stelle: allargare il vertice tra il premier, i suoi due vice e la stessa Stefani al ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e Buffagni. Più i responsabili degli uffici legislativi di numerosi ministeri.  La Lega a quel punto aggiunge il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia. “Toh… hanno commissariato Luigi Di Maio. E forse anche Conte”.

Lega e i 5 Stelle sono  in disaccordo principalmente su ambiente, beni culturali e  infrastrutture. I leghisti al termine della giornata accusano che  “su nessuno dei punti sono stati fatti passi avanti”.

Concessioni Autostrade

I leghisti non sono contrari in linea di principio. Ma la questione, per la Lega, è: «Chi risponderà delle cause civili? Forse il presidente Conte?». Ma sull’orizzonte si disegna, per la Lega, un problema significativo. Il possibile addio di Giancarlo Giorgetti al governo in vista di un ruolo da commissario Ue. Lasciando scoperto il cruciale incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L’interessato ieri ha modulato l’argomento con sfumature diverse. Ad Affaritaliani ha detto: «Io non lo chiedo di certo, se ad altri viene in mente lo valuteremo con chi lo propone”. Con Bruno Vespa, invece, si è detto addirittura «non interessato”. In lizza per la sua sostituzione, ci sarebbe il ministro Buongiorno.

Il punto è che si sperava finissero le estenuanti tiritere tra Lega e 5 Stelle dopo la campagna elettorale delle europee. Invece, a quanto pare, la retorica aumenta di giorno in giorno. La Commissione Ue ha rimandato al 2 luglio la decisione sulla procedura di infrazione a carico dell’Italia. Un tempo necessario per il premier Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Tria per convincere Francia e Germania della tendenza dei conti italiani verso una riduzione del deficit, in maniera progressiva grazie alla prossima legge di Bilancio.

Tuttavia la “dead line” è il 10 luglio. Data ultima per poter prevedere le elezioni a fine settembre. Il Movimento lo sa che dopo quella data potrebbe aprirsi la strada verso il baratro. Di Maio, infatti, ieri ha agitato pubblicamente la bandiera del ritorno ad un Governo tecnico, alla Monti, Fornero & Co., facendo capire che la colpa sarebbe da addebitare totalmente alla Lega di Salvini.

 

Autonomia Regionale e la “supercazzola” del Movimento: ” un’operazione verità sulle autonomie che passi attraverso un’indagine conoscitiva piuttosto articolata

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