Campi di petrolio conquistati dall’esercito siriano con appoggio dei russi

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L’esercito siriano, sostenuto da forti attacchi aerei russi, ha preso una serie di pozzi petroliferi nella provincia sud-occidentale di Raqqa ieri, mentre i militanti militari dello Stato islamico si ritirano per difendere il loro territorio nel paese.

La televisione statale di Ikhbariyah ha citato una fonte militare affermando che l’esercito aveva preso il controllo dei campi di petrolio di Wahab, al Fahd, Dbaysan, al-Qseer, Abu al Qatat e Abu Qatash e molti altri villaggi nella zona del deserto che si trova nel sud-ovest della zona di Raqqa.

I campi petroliferi sequestrati si trovano a sud della città di Rasafa e i suoi pozzi petroliferi, che l’esercito ha preso il mese scorso dai militanti e’ la principale fonte di guadagno all’interno della provincia.

L’esercito e le milizie sostenute dall’Iran hanno in questi ultimi mesi avanzato a est della città di Aleppo  su un territorio a ovest del fiume Eufrate.

Le ultime conquiste stringono la presa dell’esercito su una sporgenza di territorio che si estende dalla provincia orientale di Hama a Homs orientali e sul bordo delle province di Raqqa e Deir Zor, ha detto l’osservatorio siriano per i diritti umani.

L’Ossevatorio ha detto che la forza aerea russa ha intensificato i suoi Blitz  su diversi bersagli e città detenuti dai militanti della zona tra cui Uqairbat, obiettivo di missili russi da crociera lanciati  da navi da guerra nel Mediterraneo alla fine di maggio.

Il prossimo obiettivo dell’esercito è quello di recuperare la città di Sukhna, un gateway alla provincia orientale di Deir Zor che confina con l’Iraq e probabilmente l’ultimo bastione maggiore di militanti in Siria se Raqqa dovesse cadere.

L’esercito e i suoi alleati sostenuti dall’Iran hanno anche annunciato negli ultimi giorni un avanzata  costante nel deserto a nord-est dell’antica città di Palmyra con la cattura del campo di gas Hail che li ha portati a quasi 18 km a sud di Sukhna.

I combattimenti pesanti sono  continuati nelle  ultime 48 ore nei pressi di Hail e del vicino campo di gas Arak che l’esercito siriano ha preso lo scorso mese, ha dichiarato sia l’Osservatorio siriano per i diritti umani che i siti web jihadisti.

L’esercito e le milizie sostenute dall’Iran sono state impegnate in una campagna a partire da maggio per riempire il vuoto lasciato dal ritiro dei militanti in aree che una volta erano controllate nel vasto deserto siriano orientale che si estende tutta dalla Siria centrale al confine sud orientale di  Iraq e Giordania.

Nel deserto sud-orientale, i combattimenti pesanti continuavano fra l’esercito e i suoi alleati iraniani da un lato e  dall’esercito  libero di Siria (FSA) dall’altro, appoggiati dall’estero, nella rara campagna orientale della città di Sweida nel sud della Siria.

L’esercito ha dichiarato di aver catturato la maggior parte di queste aree che sono anche vicine al confine con la Giordania, mentre i ribelli hanno dichiarato di aver causato perdite al potente gruppo di Hezbollah del Libano e alle milizie sciite irachene.

Fonte Reuters

Campi di petrolio conquistati dall’esercito siriano con appoggio dei russi

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