Champions League. Il Napoli perde 2-1 a Manchester ma dimostra di non essere così lontano dalla “meravigliosa creatura” di Pep Guardiola

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La sfida Manchester City-Napoli, una di quelle che si preannunciavano tra le più belle della prima fase di Champions League, si conferma tale e la vincono gli inglesi allenati da un Pep Guardiola che dimostra anche ai più scettici, di essere riuscito a plasmare la sua squadra come si suol dire “a sua immagine e somiglianza”. Vince grazie sopratutto ad una prima mezz’ora giocata a grandi ritmi ed alla concretezza di un gioco che a tratti incanta ma vince anche grazie alla capacità di saper soffrire mostrata nel secondo tempo, quando il Napoli si ricorda di essere comunque la capolista della nostra serie A e oppone una resistenza e una controffensiva degna della grandissima squadra che è. Gli uomini di Sarri dimostrano di saper mettere in difficoltà i citizen, come ammetterà nel dopo gara anche Guardiola, e come nessuno era riuscito a fare in precedenza, uscendo dall’Etihad Stadium, sconfitto con il minimo scarto ma a testa altissima e se vogliamo con qualche rimpianto.
Il primo tempo dei padroni di casa rasenta la perfezione e sarebbe materiale di studio da mostrare nelle scuole calcio. Abbiamo utilizzato il termine “rasenta” perché la qualità e la mole di gioco prodotto avrebbero meritato qualcosa in più dei pur importanti due gol messi a segno ed anche per la svista difensiva che ha portato al termine dei primi 45 minuti alla concessione di un calcio di rigore per il Napoli, poi sbagliato da Mertens, che avrebbe potuto riaprire in anticipo una partita che poi nel corso del secondo tempo i partenopei sostenuti nell’occasione da quasi 3000 tifosi al seguito, hanno avuto il merito di riaccendere.
Le due reti dei citizen portano la firma di Sterling al 9º minuto che sfrutta una respinta corta di Koulibaly ed insacca alle spalle di Reina è quella di Jesus che al 13º tocca in rete un cross basso di De Bruyne da destra. Al 25º ci sarebbe la ghiotta occasione per tris, ma la conclusione di De Bruyne si infrange sulla traversa. Tre minuti dopo è Koulibaly a compiere il miracolo, respingendo sulla linea una conclusione di Jesus. Il Manchester City gioca sul velluto ed in alcuni momenti il suo possesso palla ci ricorda il miglior Barcellona di Guardiola.
La seconda frazione di gioco sembra un’altra gara. Il Napoli dimostra di essere di tutt’altra pasta rispetto alla squadra quasi arrendevole vista nel primo tempo. Gioca con molta più personalità ed aggredisce con l’ordine che contraddistingue il suo gioco nel nostro campionato. L’infortunio di Insigne, rappresenta quasi un vantaggio per la banda Sarri, visto che permette ad Allan di aggiungere i muscoli al centro del campo. Al 28º l’arbitro fischia un secondo netto rigore per il Napoli sul dischetto questa volta ci va chi non ti aspetteresti, vale a dire il classe 1997 Diawara che al contrario del suo compagno non fallisce la ghiotta occasione ed accorcia le distanze. Ci sarebbero ancora 20 minuti circa per completare l’opera, ma la “meravigliosa creatura” targata Guardiola dimostra di essere grande anche sotto la pressione di un Napoli che non demerita ma che deve arrendersi ad un avversario che ad oggi probabilmente rappresenta la squadra da battere di questa Chmpions League.
GB
Foto: calciomercato.com