Vergogna: “Anche 2000 politici dei territori tra i furbetti del “bonus”

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(di Massimiliano D’Elia) Vuoi ottenere il bonus riservato ai lavoratori autonomi e partite Iva previsti  dai decreti Cura Italia e Rilancio? Semplice, basta accedere al sito Inps, ricevere il pin dispositivo se non in possesso dello SPID e il “gioco” è fatto perchè spuntando diligentemente le varie possibilità, con una semplice autocertificazione finale, il denaro ti viene accreditato direttamente sul conto corrente. E’ chiaro che se le dichiarazioni sono false e mendaci verrai perseguito penalmente ed amministrativamente. Il bonus viene dato senza limiti di reddito, a partite Iva, co.co.co., lavoratori stagionali, dello spettacolo, non titolari di pensione, che erano in gravi difficoltà a causa dello stop alle attività o della perdita del lavoro dovuta alla pandemia da CoViD-19.

Schermata dal sito INPS

Schermata dal sito INSP

A richiedere il bonus da 600 e 1000 euro anche 5 parlamentati italiani. Secondo indiscrezioni parlamentari, riportate sui maggiori quotidiani cartacei,  3 sarebbero della Lega, uno del M5S e l’altro di Italia Viva. La“vile” tentazione è stata “bipartisan”. La Repubblica svela anche che ci sarebbero altri duemila fruitori politici tra sindaci, consiglieri comunali, regionali e assessori. Lo  scandalo da un’inchiesta fatta sempre da Repubblica dopo la segnalazione della direzione centrale Antifrode dell’Inps. Al di là del gesto ignobile di questi politici emerge un’altra criticità dovuta all‘arretratezza nel “digitale” delle nostre amministrazioni. Se la piattaforma  dell’INPS dialogasse “real time” con i dati dell’Agenzia delle Entrate sarebbe molto difficile smentire con una semplice autocertificazione il proprio reddito da parlamentare, amministratore locale o quant’altro.

In queste ore  si registra sui social l’amarezza e lo sdegno dei cittadini: “Quello che si pensa sull’ingordigia dei politici è vero”.

Ora è partita la caccia ai furbetti, nonostante l’INPS ha fatto sapere che per motivi di privacy non può rivelare i nominativi. I politici vanno a caccia dei “vigliacchi”.  “Lo sdegno è unanime. È vergognoso. È davvero indecente“, le parole di Luigi Di Maio. Roberto Fico: “Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. E una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici”

Posso dire che è una vergogna?, commenta  il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Giorgio Mulè di  Forza Italia: “Chi ha preso il bonus esca alla scoperto”. 

Così Giorgia Meloni su Twitter: “Che squallore! Gli italiani sono in ginocchio e qualcuno nel Palazzo si preoccupa solo di arraffare sempre di più”.

Intelligente ma probabilmente inefficace la proposta della Meloni: “Ogni parlamentare  dichiari  #Bonuslnpsiono!, in modo che i nomi emergano lo stesso, per esclusione”.

Matteo Salvini non si trattiene: “Chiunque siano, immediata sospensione“.  Maria Elena Boschi di Italia Viva: “Se c’è un furbetto, si faccia avanti»” Barbara Lezzi  dei pentastellati: “il deputato grillino va subito espulso”.

Per ora solo parole. Speriamo che siano solo 5 i parlamentari “sprovveduti” perchè se la platea dovesse allargarsi, questa volta i “forconi” a Roma arrivano davvero.

 

 

 

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