Con Meloni ha vinto la coerenza e la sobrietà, con un solo riferimento “Italia sopra ogni cosa”

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(di Emanuela Ricci e Massimiliano D’Elia) Io Sono Giorgia, Sono una donna, Sono una madre e Sono cristiana. Così suonava la carica – “tuonava” – il neo premier Giorgia Meloni durante un comizio. Aveva così lanciato pubblicamente e, a modo suo, i capisaldi della linea di Fratelli d’Italia incentrata sul riconoscimento del ruolo delle donne in ogni ambito lavorativo, delle madri che non riescono in Italia a conciliare lavoro e maternità e sul fatto che l’Italia è una Nazione profondamente cristiana, senza nulla togliere al diritto di professare altro credo, tra l’altro sancito, a chiare lettere, dalla Carta costituzionale.

Quando ha iniziato a fare politica all’età di 15 anni non avrebbe mai immaginato di riuscire a diventare il primo presidente del Consiglio dei Ministri “donna” della storia italiana. E’ riuscita nell’impresa, quella di portare sul gradino più alto delle Istituzioni la figura di una donna e non poteva che essere così: solo una patriota poteva tracciare la scia per tante altre donne premier che probabilmente seguiranno, o almeno si spera, per suggellare definitivamente il passaggio epocale da una concezione dei ruoli antica ad una più moderna e maggiormente rispondente ai tempi che corrono. Fratelli d’Italia è sempre rimasto saldamente all’opposizione rispetto agli alleati della coalizione di cdx, sempre coerente ed arroccato sulle proprie posizioni, alzando spesso le barricate contro tutto e tutti. La coerenza è stata apprezzata dagli italiani che hanno portato alla vittoria il partito dei patrioti italiani.

Coerenza e sobrietà, su questi due “simboli” Meloni ha impostato l’ascesa politica del partito fondato insieme con Guido Crosetto ed Ignazio La Russa. Non è un caso che proprio a loro due sono state dedicati due posizioni chiave dell’apparato statale: presidenza del Senato e ministero della Difesa. Il Senato della Repubblica per sovrintendere un ramo del Parlamento dove la maggioranza viaggia sul filo del rasoio con 115 voti favorevoli. Il ministero della Difesa dove occorreva mettere un ministro da subito operativo in grado di capire al volo generali e ammiragli che metteranno da lunedì prossimo i dossier più caldi che riguardano la sicurezza Nazionale. L’onorevole Guido Crosetto è stato Sottosegretario alla Difesa ed ha lavorato (perchè ha dichiarato che lascerà la carica) come presidente dell’Aiad, una sorta di Confindustria del mondo della Difesa, Aerospazio e Sicurezza che riunisce circa duecento aziende del settore.

Sulla sobrietà di Meloni basta leggere le storie della sua infanzia e dell’adolescenza in uno dei quartieri più popolari di Roma. Una sobrietà voluta e confermata con l’arrivo al Colle con una fiammante Fiat 500, bianca, altro simbolo di italianità nel Mondo per confermare agli occhi di tutti un paradigma inequivocabile, “Italia prima di ogni cosa“, evocando in un certo modo il motto che ha contraddistinto l’amministrazione di Trump: “America first”.

Buon lavoro, signor presidente del Consiglio!

Con Meloni ha vinto la coerenza e la sobrietà, con un solo riferimento “Italia sopra ogni cosa”

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