Covid-Usa: non provate le colpe di Wuhan

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“Molti mi chiedono se la mia scoperta delle sequenze sul #SarsCov2, rimosse dall’archivio nazionale, ci dice qualcosa riguardo possibili incidenti di laboratorio. La risposta e’ no. La gente usa questa scoperta per sostenere una delle ipotesi in cui credere”. Così su twitter Jess Bloom, lo scienziato americano che ha recuperato le “sequenze parziali” dei primi tredici casi di Covid di Wuhan, e scoperto la misteriosa cancellazione di alcuni dati dall’archivio americano. In realta’, e’ lo stesso scienziato a smorzare gli entusiasmi e a parlare di “dati incompleti”. Ricercatore alla Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, Bloom si e’ trovato investito da improvvisa popolarità, scrive l’AGI. Nonostante dal 2007 al 2017 abbia ricevuto una serie di premi per i suoi studi nel campo della virologia, della patogenesi e la microbiologia, Bloom ha sempre preferito lavorare nell’ombra. Oggi le sue ricerche hanno avuto una elevata risonanza. Cercando i dati sul genoma per rintracciare le origini del Covid, Bloom, non solo ha scoperto la “sequenza parziale” di tredici dei primi campioni del virus, ma ha capito che l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ aveva studiato i ceppi virali sbagliati, e non quelli delle sequenze conosciute di Sars-CoV-2 che contenevano le mutazioni piu’ simili a quelle legate al coronavirus trasmesso dal pipistrello. Lo scienziato ha voluto precisare che “le sequenze presenti nel database possono non essere rappresentative. Quelle raccolte a Guangdong potrebbero provenire da infezioni registrate a Wuhan. Al momento parliamo di dati incompleti”.

Covid-Usa: non provate le colpe di Wuhan

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