Difesa-Maeci in Niger:  MISIN e Ambasciata italiana consegnano  apparecchiature sanitarie all’Ospedale di Niamey

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Il nostro Paese è presente in Africa con la “Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger – MISIN” (con area geografica di intervento allargata anche a Mauritania, Nigeria e Benin) al fine di incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel.

Dal gennaio 2018, il contingente italiano ha erogato 238 corsi a favore di oltre 5800 frequentatori. La MISIN, attraverso la propria funzione CIMIC (Civil-Military Cooperation, collaborazione civile-militare) ha inoltre affiancato l’Ambasciata d’Italia in Niger nelle donazioni di medicinali, di strutture di prima accoglienza, di presidi sanitari e attrezzature per la prevenzione e la cura delle patologie più diffuse nel Paese.

Da quanto si apprende dal profilo twitter dell’Ambasciata italiana in Niger, oggi sono state consegnate apparecchiature sanitarie a favore dell’Ospedale di Niamey Referral da parte del comandante della Missione, colonnello pilota dell’Aeronautica Militare, Davide Cipelletti e dal numero due dell’Ambasciata italiana, dottoressa Francesca Maria Orsini.

Servizio PEDRO HEBDO TV

La Civil Military co-operation (CIMIC) 

Le recenti operazioni “fuori area” hanno confermato il ruolo vitale esercitato dalle Forze Armate negli scenari di crisi.

Infatti, il sostegno che esse forniscono alla Comunità Internazionale ed alla Nazione Ospitante è importante quanto il loro obiettivo principale di garantire la sicurezza nel Teatro.

Si è constatato, infatti, che vi è spesso un fortissimo bisogno del rapido avvio di ordine e sicurezza pubblica attraverso la ricostituzione della polizia civile, della magistratura, delle guardie carcerarie e di altri addetti all’amministrazione civile, per fare in modo di instaurare nel più breve tempo possibile la normalità e la fiducia.

Vi è anche assoluta necessità di ricostruire, di ripristinare i servizi essenziali (come acqua ed elettricità) e, naturalmente, di ricostituire le infrastrutture logistiche per far rinascere rapidamente la Regione interessata. 

Prima si vedono i frutti della stabilità e la migliore qualità della vita che essa produce, prima è probabile sia evitata la violenza criminale dei vecchi combattenti come mezzo per conseguire i propri fini.

Lo scopo principale della Cooperazione Civile – Militare fuori dal territorio nazionale (Civil Military Co-operation – CIMIC), pertanto, è quello di contribuire al raggiungimento degli obiettivi civili in tutti i campi (giustizia, cultura, economia, sociale, sicurezza, ecc.) al fine di favorire la ricostruzione del tessuto socio-economico nell’area di crisi. 

Essa fa parte integrante di tutti i processi di gestione delle crisi ed il suo ruolo è soprattutto significativo durante le fasi iniziali, quando le Organizzazioni Civili non sono ancora in grado di soddisfare le molteplici esigenze delle popolazioni e delle Istituzioni locali e regionali. 

In particolare, la CIMIC costituisce l’interfaccia tra l’ambiente civile e la componente militare nel Teatro di Operazione principalmente attraverso l’espletamento di delicate funzioni di collegamento tra le due citate componenti e di sostegno concreto alla popolazione.

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