Difesa, SIM AM: “In attesa della collaborazione dello Stato Maggiore, noi andiamo avanti”

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Siamo pronti, mancano pochi giorni e il Sindacato Italiano Militari Aeronautica – SIM AM – aprirà la campagna per le iscrizioni. Tantissime le telefonate e le richieste arrivate da tutt’Italia per poter aderire al SIM AM, l’entusiasmo aumenta di giorno, in giorno. Abbiamo aperto la pagina Facebook il 14 marzo scorso e ad oggi già oltre 18mila visualizzazioni”. Così il leader del SIM AM, Sinibaldo Buono in un comunicato stampa.

I militari dell’Arma Azzurra – continua Buono –  potranno presentare al SIM AM tutte le istanze, che ancora oggi non sono state risolte o che occorre seguire con altra prospettiva. Il SIM AM è altamente  inclusivo e accoglierà tutti coloro che desiderano migliorare le condizioni di vita del personale militare e delle loro famiglie. Donne – il SIM AM  sarà l’unica sigla che avrà come segretario generale una donna Valeria Pavoncelli, sergente e avvocato abilitato all’ordine di Roma -,  bambini, padri, mogli e figli, dovranno sentirsi parte attiva della Forza Armata. E’ un processo di “appartenenza” da portare avanti, senza se e senza ma, non si può più prescindere da questo stimolo che proviene dal basso, con forza ”.

“Il SIM AM, precisa Buono,  dedicherà particolare attenzione al personale graduato, nuova costola della Forza Armata,  che molto presto assumerà specificità tecniche, inimmaginabili un tempo, per consentire allo strumento aereo costante operatività e nuove capacità, alla luce delle incalzanti sfide globali”.

Il SIM AM si propone come precursore di una rivoluzione “copernicana” all’interno della Forza Armata con il solo fine di migliorare le relazioni trasversali tra il personale al fine di aumentare la motivazione e il senso di appartenenza, a beneficio di tutti e della Forza Armata stessa”, evidenzia Buono.

Dopo questa svolta epocale, sottolinea il SIM AM ventila una controversa intenzione. Sterilizzare la storica sentenza n.120/2018 con l’approvazione di una norma che limiti oltremodo i poteri dei sindacati e li ponga, in qualche modo, sotto il controllo dei vertici militari. Taluni hanno persino proposto la curiosa sopravvivenza delle vecchie rappresentanze militari, che affiancherebbero i sindacati per motivi “non noti”. Assolutamente inaccettabile è a tal proposito la proposta di legge n. 875, presentata alla Camera dei deputati nel luglio 2018. Noi non siamo un sindacato di serie “B” e auspichiamo di vederci riconosciute le stesse norme che dal 1981 sono valide per la Polizia di Stato, con i necessari correttivi minimi per le forze armate.

Conclude Buono: “Presto cercheremo il confronto con gli stati maggiori per non rendere insignificante la collaborazione annunciata. Ci dispiacerebbe molto che l’opportunità che le forze armate stanno avendo non venisse compresa. Un paio di lettere del ministro non sono sufficienti per normare un processo epocale che oramai è stato avviato. C’è bisogno di comunione di intenti! Sim AM si augura che tutto questo splendido sogno non venga diluito in una serie di inconsistenti sigle sindacali”. L’invito del leader del SIM AM: “Aderite al nostro progetto, non mancheremo di soddisfare le vostre aspettative e meritarci la cosa più importante, la vostra fiducia!”

 

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